Vergogna in Statale

di Leandro Castelli.

Da un mese a questa parte, i ragazzi dei della destra universitaria, in modo particolare Azione Universitaria, vengono attaccati verbalmente e fisicamente.Mercoledì mattina, nella sede della Statale di via Festa del Perdono, 8 ragazzi di Azione Universitaria Milano hanno, come di consueto, organizzato un banchetto informativo, con tutte le autorizzazioni date dall’Università. Dopo un paio d’ore arrivano circa 50 studenti e lavoratori (scherzo, i ragazzi dei centri sociali non lavorano) dei vari centri sociali milanesi, hanno fatto sospendere i lavori dei ragazzi di Azione Universitaria con minacce, insulti, spintoni, calci e sputi, quindi, il loro solito modo di agire da squadristi nei confronti di chi non la pensa come loro.In seguito ai fatti, Azione Universitaria Milano pubblica un comunicato dove spiega l’accaduto: da questo punto in poi la situazione prende una piega pericolosa.Dopo il comunicato, la principale associazione universitaria di sinistra della Statale, UdU Statale, ha appoggiato l’attacco del gruppo dei centri sociali e, sotto il comunicato, un professore si è schierato a favore dei delinquenti dei centri sociali.
Andrea Fornelli, coordinatore di Azione Universitaria Milano, ci racconta in esclusiva l’accaduto di mercoledì mattina: “La mattina di mercoledì 11 dicembre, ci siamo trovati all’università statale di Milano, nella sede di Via Festa del Perdono, per svolgere un consueto banchetto informativo sulla nostra realtà.Il banchetto si è svolto senza difficoltà dalle 9.30 alle 12.15 circa, nonostante ci fossimo resi conto del fatto che i sedicenti collettivi antifascisti si stessero radunando.Pochi minuti dopo, alle 12.30 circa, abbiamo visto sopraggiungere un massiccio gruppo di facinorosi che, come di consueto, intonavano i soliti ridicoli cori contro “fascisti e polizia”.Questi soggetti, una volta raggiunto il banchetto, hanno iniziato a dispensare sputi e calci ai ragazzi di Azione Universitaria li presenti, forti del fatto che, come sempre, si sono presentati in netta superiorità numerica.Una volta recuperata la bandiera, che hanno provato a sottrarci, ci siamo incamminati, forzatamente, verso l’uscita dell’università dove abbiamo trovato gli agenti della DIGOS (supponiamo) precedentemente informati dall’università.”Inoltre, Andrea Fornelli, spiega che altre realtà e un docente si sono schierati a favore dei collettivi: “Purtroppo la storia non finisce qui, come spesso accade altri gruppi di rappresentanza studentesca hanno deciso di manifestare solidarietà e ringraziare i collettivi, tra i suddetti gruppi è presente anche Unisì, lista di rappresentanza legata al movimento giovanile del Partito Democratico ma che, a quanto pare, di democratico non ha nulla.A rincarare la dose si aggiunge la solidarietà, nei confronti dei collettivi esperessa da parte di un professore dell’ateneo, tal Luca Bernardini, tutto questo ci lascia profondamente amareggiati e delusi in quanto crediamo che la figura di docente debba essere propositiva ed educativa al dialogo.Infine, il leader di Azione Universitaria, carica i suoi ragazzi a non arrendersi e continuare a lottare come sempre si è fatto: “Nonostante questa continua “caccia alle streghe” nei confronti dei ragazzi di destra, Azione Universitaria non si piega!Non siamo disposti a farci intimorire da persone che hanno come unico “valore” l’antifascismo e che non sanno dialogare con chi la pensa diversamente da loro.Continueremo ad essere presenti nei nostri atenei e continueremo a lottare per far sì che le università tornino ad essere, realmente, luoghi di confronto e di crescita personale. Nessuno ci fermerà mai!

Brevemente ho spiegato, grazie anche alle parole di Andrea Fornelli, cosa è successo, la mia personale sensazione è che ci sono professori e antifascisti che hanno nostalgia degli anni di piombo.
Il mio messaggio è rivolto a questi professori, che invece di difendere la libertà di espressione, si voltano dall’altra parte e fanno finta di niente o peggio ancora, si schierano a favore di chi usa la violenza e lo squadrismo per impedire a qualcuno di dire la opinione: voi professori che fate finta di niente e appoggiate questi delinquenti non dovreste insegnare in una Università pubblica, non dovreste abusare della parola “libertà” e soprattutto, non dovreste schierarvi con i delinquenti, voi professoroni di sinistra che accettare queste violenze, dovreste essere licenziati!
Spero che quanto accaduto mercoledì mattina faccia smuovere qualcosa, perché, dopo Torino e Milano, si spera che non debba scappare un morto per far aprire gli occhi alle istituzioni.

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