Chiedere meno tasse e meno immigrazione non vi rende di Destra

Di Manuel Berardinucci

Assistiamo in questi anni ad una generale e trasversale reazione dei popoli ai danni innumerabili che il globalismo incontrollato, le migrazioni dal Sud al Nord del mondo e il primato della Tecnica sulla Politica hanno causato. Una reazione identificata, inizialmente ed erroneamente, col termine Populismo e successivamente con quello più calzante di Sovranismo. Battaglie condivisibili e, aggiungo, indispensabili per salvare quel poco che resta dei popoli e delle Nazionali: difendere l’economia reale anziché quella speculativa e finanziaria, pretendere che il potere decisionale torni in mano agli Sati e non sia più in capo ad agglomerati sovrannazionali, tutelare le diversità che la Tradizione ci ha regalo anziché omologare tutto e, fondamentale, frenare l’immissione di nuova povertà in Europa attraverso le tratte degli scafisti. Tuttavia è giusta parlare di “rinascita della Destra” o di “maggioranza di Destra”? Certamente i propositi elencati sono, necessariamente, tutti condivisi e propugnati da chiunque sia di Destra (eccezion fatta per quelli della “Destra non truce”, ma semplicemente perché essi sono dei progressisti liberisti), ma ritengo che quella visione rimanga minoritaria nonostante le vertiginose percentuali.

Il Sovranismo si propone di risolvere i problemi contingenti e per farlo utilizza strumenti “conservatori” che si confermano gli unici in grado di sanare situazioni degenerate. Ma per l’appunto parte dal presupposto del Presente, il che già lo differenzia in partenza da quel mondo culturale, storico e politico che va da Leo Longanesi a Julius Evola. Questo infatti, difende certi principi perché li ritiene insiti nella natura umana e nella Storia naturale delle comunità e solo in secondo luogo li applica alle problematiche del contingente. Non per caso, infatti, nel mondo sovranista vi sono divisioni su alcune tematiche come la Sacralità della Vita e la lotta alle dipendenze che invece sono capisaldi del pensiero “Destro”. Ciò è dovuto al fatto che ragionando solo in termini di “risoluzione dei problemi”, sui principi sorgeranno contraddizioni inevitabili.  

In secondo luogo la Destra è elitaria, il Sovranismo è di massa. Elitario non significa necessariamente anti-popolare, spocchioso e chiuso dinnanzi alle istanze della “gente”. Vuol dire invece avvertire la necessità di una classe di “migliori”, di “Aristocrazie dell’Anima”, che guidino il Popolo seguendo i principi della Tradizione e della Libertà commisurata alla Sicurezza. Poi, a seconda delle sfumature ideologiche c’è chi considera vincente il modello monarchico, chi quello oligarchico, altri quello autoritario e altri ancora si ascrivono ad una disperata richiesta di selezione della classe dirigente democratica, maggiormente attenta ai meriti dei singoli individui.Il Sovranismo invece, diversamente dal Fascismo che premiava il SuperUomo, vede vincere l’Uomo medio. I suoi leader vincono perché si fanno vedere come gente tra la gente, persone comuni che mangiano, bevono, dormono, sbagliano e vedono programmi TV trash al pari della maggioranza degli elettori.

Dio benedica il Sovranismo perché è l’unica speranza che abbiamo di abbattere l’opprimente muro dell’Europrogressismo, ma per favore non chiamatelo Destra.

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