Politica, giornalismo e formazione: 2020 verso il nuovo

A cura di Vanessa Combattelli

«Rinnovatevi col Solee con ogni Sole rinnovatevi».

V’è nelle conclusioni una bellezza che tante volte non si comprende completamente, eppure io per attitudine ho sempre preferito gli inizi, le pagine bianche e i profumi delle novità dalla mia finestra.
Ma non posso negare che entrambi i momenti facciano inevitabilmente parte della vita di qualsiasi progetto, sia personale o lavorativo.
Sicché al termine di un altro anno con la nostra meravigliosa famiglia, viene spontaneo per me far riferimento al Giano Bifronte, un’antica divinità che ha caratterizzato il culto dei popoli italici e romani.

Era figlio di se stesso, ovvero non aveva padre, un pater divorum da cui tutto aveva origine, la sua particolarità che tanto mi affascina è legata alle sue raffigurazioni.
Il Giano Bifronte viene solitamente rappresentato come un Dio dalle due teste, ha una doppia prospettiva: sa guardare al passato e al futuro, lega ciò che è stato a ciò che sarà.
A lui sono legati i momenti di passaggio, le porte che si aprono e chiudono, gli inizi: custodisce l’entrata e l’uscita, il vecchio e il nuovo.
Anche stasera, al termine di un altro anno, Giano veglierà sul mutamento, come se il Sole di domani fosse un altro sole e la terra, a modo suo, tutta un’altra cosa.

Sono molto legata a questa figura, custodisce in sé due nature che non potrebbero vivere da sole, la coesistenza del proprio passato legata a quella che è la proiezione di sé.
Vi è un antico detto russo che sostiene quanto segue: “chi vive nel passato perde un occhio, chi lo dimentica perde entrambi”, ho cercato sempre nel mio modo istintivo e metodico di seguirlo, mi sembra una di quelle verità che quasi sempre si rivelano giuste e basta, senza riserve.
Sento il bisogno di affidarla al nostro giornale, una realtà che ha spento la terza candelina lo scorso ottobre e che adesso si prepara a proiettarsi verso il Nuovo, facendo sì che Giano, nella forma di chi l’ha creata, vegli su di lei e se ne prenda cura.
Uso questi termini un po’ inusuali per un’organizzazione di questo tipo ed il perché è piuttosto semplice: Giovani A Destra non è mai nata per essere un luogo di informazione e basta, ma è stato molto di più, sin dal principio.
Lo sanno bene i nostri cento collaboratori per tutta Italia, perché non c’è stato un momento in cui quello che siamo fosse stato tanto diverso da una famiglia.
E’ il principio che ci rende particolarmente orgogliosi, siamo nati per essere liberi e garantire un luogo di confronto e dialogo, una vera e propria formazione che ormai è assente nei partiti politici.
E personalmente ci tengo a fare un brevissimo excursus su quello che invece è stato il mio lavoro, poiché tutto questo ribadisce chiaramente da che principi è mosso il nostro giornale.
Appena ho avuto opportunità, mi sono attivata per restituire ai giovani militanti di centrodestra una scuola di formazione politica, senza grandi mezzi né aiuti dalla nostra.
Ho usato i mezzi a disposizione per divulgare cultura, fosse una semplice diretta con storici e giovani ricercatori o articoli di analisi e resoconto.
Ma tutto questo non l’ho fatto da sola: c’è una famiglia, ed è quella di GaD, ad avermi supportata sempre, ad essersi mossa affinché tutto questo potesse verificarsi.

Sento quindi il bisogno di dire grazie ai nostri giovanissimi collaboratori: cito Manuel Berardinucci, una promettente mente nel mondo della destra reazionaria, Alessio Valente e Gianmaria Busatta, entrambi relatori della nostra rubrica cinematografica “Buio In Sala”, Pasquale Ferraro e Pietro Bassi, collaboratori di lunga data che mi hanno accompagnata nella maggior parte delle dirette storiche e culturali.
Faccio poi menzione degli attivissimi sul fronte politico e militante: Paolo Muttoni, Lorenzo Angelini, Andriy Galtieri, Maurizio Piarulli, Alessia Di Terlizzi, Albrizio Fedele, Franz Bertagnolli, Leandro Castelli, Nicholas Pellegrini, Samuel Tavoletti, Nello Simonelli, Luca Palmegiani, Giovanni Rea.
Inoltre, su GaD abbiamo avuto diverse campagne elettorali che hanno visto i nostri collaboratori protagonisti: penso al sindaco più giovane d’Italia, il nostro Michele Schiavi; cito poi Giorgio Gariboldi ed Edoardo Bertuetti, entrambi giovani consiglieri comunale.
Ringrazio poi la mia cara amica Federica Ciampa, giovane dottoressa in Giurisprudenza, che fa parte del nostro pantheon di “collaboratori di vecchia data”, come lei, seppur meno candeline dalla nostra parte, c’è Danilo Delle Fave, una straordinaria mente nel mondo delle Scienze Politiche e Relazioni Internazionali.
Dico grazie a Pietro Tidei e Leonardo Rivalenti, esperte voci di geopolitica che ci lasciano sempre attente analisi, analisti, insomma, in erba e promettenti.
Abbiamo poi veri e propri professionisti del mestiere: l’avv. Antonella Di Marsico e Manuel Massimiliano La Placa, entrambi vere e proprie perle del mondo giuridico che gestiscono la rubrica “Dike: Diritto e Giustizia”.
Cito poi i miei colleghi di università che hanno deciso di unirsi alla nostra avventura: Alessio Moroni e Matteo Tummieri, il primo di grande sensibilità e competenza, il secondo compagno di studi e risate tra un esame e un altro.
Faccio poi menzione a Salvatore Ruffino (per un periodo nostro corrispondente a Hong Kong), Enrico Ellero, Gabriele Rosa, Marco Di Lecce, Noemi Mascioli, Matteo Ghiliardi, Martina Vargiu, Giulia Simeone, Gioele Iezzi, Giorgio Campanale, Luca Coppo, Domenico Lombardi, Bianca Ferrari, Mattia Ventroni.
Fate davvero tutti parte del mio cuore, essendomi occupata proprio della “reclutazione” in GaD ho avuto modo di conoscervi dal principio, ognuno di voi ha lasciato un’impronta importante nella nostra famiglia e sono certa che continuerà a farlo.
Ringrazio poi tutti coloro che non ho citato, dietro un lavoro di lavoro di questo tipo ci sono sempre tanti nomi e volti che, seppur non vengono palesati negli atti esecutivi, diventano essenziali passo dopo passo.
Il mio ultimo tributo, per concludere davvero, lo rivolgo a William Grandonico e Manuel Di Pasquale, due amici e fratelli con cui ho cominciato questa meravigliosa avventura.
Penso spesso che le nostre vite ci stessero preparando sin dall’inizio a quell’incontro che ha reso possibile tutto ciò, le nostre storie sono diverse ma ci siamo scoperti simili esattamente in questo.
Abbiamo lottato duramente per la nostra libertà, amici miei, c’è stato molto sacrificio nelle scelte.
Non tutti gli incontri di questo 2019 sono stati propizi, lo sappiamo bene, abbiamo difeso sempre e coi denti i nostri progetti e la nostra indipendenza, anche quando altri avrebbero voluto metterci piede.
E in questo c’è tutta la forza che ha reso ciò che siamo qualcosa di simile ad una famiglia, ed è tutto ciò che basta, tutto ciò che ci serve.

Il 2020 sarà un anno fondamentale per Giovani A Destra, Giano aprirà la sua porta per lasciar entrare il nuovo, senza dimenticare ciò che c’è stato.
Un grande cambiamento ci attende.

Grazie!

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