Tolo Tolo, un bel documentario sull’immigrazione

Di Paolo Muttoni.

Checco Zalone è uscito con il suo ultimo film “Tolo Tolo”.

Film, preceduto dalla canzone “Immigrato” che aveva suscitato molte polemiche, tacciata da alcuni di razzismo.

Una volta uscito il film nelle sale italiane (più di 8 milioni il primo giorno) è stato accusato di essere “Troppo di sinistra” e ad un primo impatto avevo pensato “Se cosi fosse Zalone è un genio di comicità”.

Quindi, colto dalla curiosità, sono andato a vedere il film.

Lo potrei riassumere in una frase: è un bellissimo documentario sull’immigrazione con qualche battuta comica ma nulla di più.

Agli occhi di molti potrebbe risultare troppo pesante politicamente, ed effettivamente per qualcuno che va a vedersi un film per ridere un po’, non può trovarsi cosi tanta politica.

Sia chiaro, non c’è un messaggio politico “Accogliamoli tutti” ma è anche vero che chi si aspettava l’immigrazione in salsa di politicamente scorretto rimane molto molto, e ancora molto, deluso.

La comicità è lasciata a qualche sporadica battuta: sul reddito di cittadinanza, sull’ISIS e sulle tasse in Italia. Ma nulla di più.

Leggendo i commenti sui giornali, qua e là, capisco che da molti questo film viene visto come un salto di qualità di Checco Zalone. Assolutamente no. Il genere di questo attore è Quo vado, Cado dalle nubi, Che Bella Giornata in cui vengono affrontati temi “sociali” senza alcun riferimento politico ma in sola salsa scorretta. Ed infatti è uscito un mix di comicità esplosiva.

Quando un panettiere vuole fare l’idraulico, il risultato fa acqua da tutte le parti.

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