Il Conte che non conta – La non-politica estera dell’Italia

di Simone Casi.

Ci risiamo, Giuseppi Conte ha colpito ancora, e stavolta in maniera clamorosa! Anche se magari non esattamente come avrebbe voluto lui…

A seguito dell’improvvisa intromissione della Turchia nella guerra in Libia e della repentina realizzazione da parte di alcuni elementi della maggioranza che ciò – forse, ma proprio forse – potrebbe rappresentare un enorme danno di prestigio (oltre che economico e strategico) per il nostro paese, finalmente qualcosa si è mosso nelle alte sfere, e lo statista Conte si è subito rimboccato le maniche per risolvere la situazione come solo lui è in grado di fare.

Con una mossa che gli è ormai cara Conte ha scavalcato le camere, i partiti e persino il suo stesso governo (in particolare un certo Luigi Di Maio, che da voci di corridoio ancora non confermate pare sia ministro degli esteri) combinando un incontro alla spicciolata col generale Khalifa Haftar, il principale avversario del premier di Tripoli al-Sarraj. Il piano originale prevedeva, a poche ore di distanza, l’arrivo anche di quest’ultimo in Italia, così da poter concordare un subitaneo cessate il fuoco, compiendo così un vero e proprio capolavoro politico, oltre ad aggiudicarsi anche il record per la sessione di trattative più veloce della storia.

Ma, ahimè, il piano purtroppo presentava delle falle. Delle falle grosse come metà della Libia. Al-Sarraj infatti pare non aver gradito che Haftar sia stato convocato subito prima di lui, e certo non dev’essere stato entusiasta all’idea di ritrovarsi (di nuovo) in presenza del suo nemico giurato. E Giuseppi si è pure stupito quando il libico ha risposto all’invito con un secco no!

Non solo: l’Italia negli ultimi anni ha dato prova di essere non tanto un alleato inaffidabile, quanto uno del tutto inesistente. A parole l’alleanza tra l’Italia e il governo di al-Sarraj parrebbe ferrea, inossidabile, ma nei fatti proprio non c’è, un po’ come la nostra politica estera in generale. Da quando è scoppiata la guerra nel paese nordafricano infatti i nostri vertici hanno adottato la brillantissima e ultralungimirante strategia di non appoggiare di fatto né l’una né l’altra parte, mantenendo così una perfetta neutralità, che ha avuto come importantissimo risultato quello di mandare a farsi benedire tutti i nostri interessi in Libia.

Tuttavia questo comportamento non si è limitato (magari!) al solo caso Libia, ma ha contagiato come un morbo virale tutta la nostra politica estera, che è dalla caduta del governo Berlusconi IV che pare essere del tutto scomparsa. Ormai, come testimoniato anche dai recenti gravi avvenimenti, in campo internazionale noi non contiano più nulla o quasi grazie ai numerosi anni in cui i nostri politici si sono scrupolosamente fatti gli affari propri. L’episodio più eclatante è stato quello che ha visto il segretario di stato americano Mike Pompeo, a seguito dell’uccisione del generale Soleimani e della conseguente crisi USA-Iran, avvertire dell’accaduto e ragguagliare tutti i principali paesi europei della NATO… tranne, guarda caso, l’Italia, che evidentemente non era considerata abbastanza importante. Ma di casi consimili e ben più gravi se ne potrebbero enumerare molti di più.

Il fallimento del piano di Conte non è stato solo un tremendo smacco e danno d’immagine per il cosiddetto “Avvocato del Popolo”, ma anche un’ennesima sconfitta per l’Italia in campo internazionale. Non serve a nulla cadere dal pero e rendersi conto della propria impotenza a giochi ormai fatti, ma tanto con certa gente è come parlare arabo (e forse ciò gli servirebbe da promemoria). Soprattutto non si può traccheggiare in politica estera, come ormai Conte & Co. sono abituati a fare in patria, ma bisogna adottare una linea chiara e ferma, comportamento tuttavia del tutto estraneo a tali soggetti.

Ma l’eccelso Conte è solo l’ultimo della nostrana lunga lista di uomini di stato improvvisati. La cosa davvero grave è che ce ne siano stati così tanti; ma ciò è solo una delle conseguenze di un panorama politico povero di contenuti… e di contenitori.

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