Marine Le Pen: un modello da seguire

di Emanuele Roccia.

Qualche giorno fa, i francesi hanno ricevuto un’ottima notizia: Marine Le Pen si ricandiderà alle presidenziali del 2022. Ecco perché può rappresentare un modello per tutte le destre sovraniste d’Europa. Innanzitutto, col suo Rassemblement National (ex Front National), non solo parla di temi che si possono definire cavalli di battaglia per ogni movimento della sua area, come la sicurezza e l’immigrazione, ma è anche capace di farsi portatrice di istanze sociali, ad esempio opponendosi alla riforma delle pensioni di Macron. Inoltre, fa dell’antimondialismo uno dei punti cardine del suo programma, con proposte come quella di fermare la concorrenza sleale internazionale, attuando un protezionismo intelligente, per favorire i produttori locali. Poi, non teme di esplicitare il suo antiliberismo, infatti ha dichiarato, in un’intervista lasciata ad “Euronews” lo scorso anno, che bisognerebbe limitare gli accordi di libero scambio, perché rappresentano un contro-modello ecologico, quindi si dovrebbe tornare ad un’economia basata principalmente sul localismo. Si deve riconoscere che, in particolare su questi temi, la Le Pen è stata in grado di marcare una profonda differenza col padre, Jean-Marie, che invece portava avanti politiche spiccatamente liberiste. Inoltre, non manca la sua critica alle istituzioni europee che, nonostante l’archiviazione dell’idea di far uscire la Francia dall’Unione Europea, è ancora molto presente, infatti, sempre nella stessa intervista, ha riconosciuto che la zona euro è quella a più bassa crescita di tutto il mondo ed ha criticato il ruolo preponderante della Commissione Europea, che ha iniziativa legislativa pur non essendo stata eletta da nessuno. Poi, non bisogna dimenticare l’appoggio che Marine Le Pen ha dato sin da subito alle manifestazioni dei gilet gialli, riuscendo in tal modo ad ottenere per il suo partito una connotazione anti-sistema ed uscendo dall’alveo dell’estrema destra dove i suoi oppositori avrebbero voluto confinarla. Inoltre, non si può evitare di ricordare il suo atto di coraggio, prima del ballottaggio alle presidenziali del 2017, in cui fece un appello pubblico agli elettori di sinistra, al fine di arginare il servo della finanza Macron. Purtroppo, la Le Pen non ottenne il risultato sperato, semplicemente perché i vertici del partito “France Insoumise” dissero esplicitamente ai sostenitori di non votare per lei, dimostrato un’ottusa chiusura di mente. Anche in politica estera, si è potuta notare la sua ottima strategia, infatti è stata ricevuta da Putin a Mosca ed ha espresso l’intento di avvicinare la Russia all’Europa, prima di tutto eliminando le sanzioni. Insomma, si può dire che, in questi anni, Marine Le Pen ha dimostrato di essere una grande leader, perché ha avuto il coraggio di rinnovare il suo partito, trasformandolo in una forza anti-sistema che difende prima di tutto i ceti bassi della popolazione, andando oltre le vecchie categorie ed attirando molti consensi anche a sinistra. Per questo motivo, tutti i partiti che vogliono rappresentare una destra autenticamente sociale dovrebbero prendere spunto dal lavoro fatto da questa grande donna, che ha tutte le carte in regola per diventare il prossimo presidente francese.

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