Costituzionalismo italiano e tedesco: un confronto

di Antonella Di Marsico e Manuel Massimiliano La Placa 


Lo scopo di questo articolo è quello di evidenziare le maggiori differenze a livello costituzionale tra l’Italia e la Germania, con particolare attenzione alle prerogative del Parlamento e alle peculiarità dell’ordinamento giudiziario, altresì sottolineando le similitudini tra i due Paesi.
Con il concetto di costituzionalismo, come noto, si fa riferimento a tutti quei princìpi giuridici che integrano la forma di governo cd. costituzionale, ad oggi generalmente comune a buona parte degli Stati moderni.Infatti, il cd. Stato costituzionale nasce dalle ceneri dello Stato assoluto, sorretto cioè da apposite norme scritte e durature, foriere di garanzie imprescindibili cristallizzatesi in carte costituzionali basate sulla divisione dei poteri.


L’Ordinamento costituzionale italiano

Il sistema costituzionale italiano ha avuto origine, infatti, nella forma che tutti conosciamo dall’approvazione da parte dell’Assemblea Costituente e dalla successiva promulgazione nel 1947 della Costituzione della Repubblica italiana.
Tale documento costituisce la fonte normativa apicale in senso gerarchico per il complessivo funzionamento del nostro Ordinamento giuridico.Gli artt. 55 e seguenti della Carta – che si presenta come rigida e modificabile solo entro precisi limiti, peraltro attraverso apposito e complesso procedimento parlamentare – si occupano di tratteggiare i caratteri fondanti dello Stato, basandone l’essenza sul bilanciamento di tutti i poteri allo stesso riconducibili.


Il Parlamento

Il potere legislativo è esercitato, in primo luogo, da un Parlamento bicamerale cd. perfetto, poiché la Camera dei deputati ed il Senato hanno le medesime funzioni, mentre le differenze strutturali si riducono ai minimi termini, eccezion fatta per la vocazione rappresentativa ed elettorale prettamente territoriale che caratterizza il Senato.
Ciascuna Camera può concedere o ritirare la propria fiducia all’organo che rappresenta il potere esecutivo, cioè il Governo, mentre l’iter di formazione ed approvazione delle leggi necessita rigorosamente di apposita ed approfondita deliberazione per ciascun ramo parlamentare, ferma la medesima identità del testo sul quale ambo le Camere sono di volta in volta chiamate a pronunciarsi.Il predetto dualismo del nostro sistema, peraltro, si basa su una debole razionalizzazione, integrata da un necessario rapporto di fiducia che deve sempre sussistere tra Parlamento e Governo.Invero, scopo primario dei padri costituenti era quello di scongiurare il ripristino di regimi autoritari attraverso lo sfruttamento di eventuali crepe insite nell’equilibrio tra i poteri istituzionali, che pertanto dovevano risultare assenti, con precisione che potremmo definire chirurgica, da qualsivoglia progetto di Costituzione.


Il Capo dello Stato

Per tale ragione, attualmente l’Ordinamento italiano non prevede l’elezione diretta del Presidente della Repubblica, il quale mantiene generalmente un ruolo di garanzia in quanto emanazione diretta del Parlamento.
Il Capo dello Stato, inoltre, rappresenta l’unità nazionale ed è eletto dal predetto Parlamento in seduta comune delle due Camere, con l’aggregazione – per l’occasione – di delegati regionali.Il mandato del Presidente della Repubblica dura sette anni, una durata predisposta al fine di preservare l’indipendenza ideologica e politica del Capo dello Stato dal mandato, quinquennale, del Parlamento e, soprattutto, del Governo.
Quanto ai poteri di cui dispone, il Presidente della Repubblica:

• indice le elezioni;
 • scioglie le Camere in caso di necessità, una volta sentiti i relativi presidenti; 
• promulga i progetti di legge approvati dal Parlamento;
• può rinviare alle Camere i predetti progetti di legge chiedendone, una ed una sola volta, il riesame;
• ha la facoltà di inviare messaggi alle Camere;
• dispone del comando delle Forze Armate e presiede il Consiglio Superiore della Magistratura;
• nomina il Presidente del Consiglio dei Ministri e, su proposta dello stesso, i Ministri del Governo


Il Governo

Titolare del potere esecutivo, una volta nominato dal Capo dello Stato il Governo deve ottenere la fiducia di ciascuna delle due Camere innanzi alle quali deve avere cura di presentarsi entro dieci giorni dalla propria formazione al fine di esporre il proprio programma politico e sottoporsi al voto sullo stesso in sede parlamentare.
Il predetto rapporto di fiducia, indispensabile, può incrinarsi attraverso la presentazione di apposita mozione di sfiducia presso ciascuna Camera, e lo stesso Governo può chiedere formalmente di verificare la tenuta della maggioranza che lo sostiene ponendo la cd. questione di fiducia sulla condivisione ed approvazione, da parte del Parlamento, di iniziative fondamentali per il prosieguo della propria azione politica. In caso di voto di sfiducia nei propri confronti, i componenti del Governo sono costretti a rassegnare le proprie dimissioni dall’incarico.Quanto alle funzioni fondamentali, il Governo può adottare atti aventi forza di legge su delegazione del Parlamento (cd. decreti legislativi) o su propria iniziativa – solo in caso di necessità, circostanza tuttavia smentita, nei fatti, dall’elevatissimo ricorso a tale strumento da parte dell’Esecutivo – (cd. decreti legge, i quali decadono se non convertiti in legge entro 60 giorni).


Regioni, Province, Comuni

La Repubblica italiana si compone, a livello di Enti territoriali, dello Stato, delle Regioni, delle Province, delle Città Metropolitane e dei Comuni, ai quali viene generalmente attribuita autonomia giuridica per mezzo di appositi Statuti, con sottesi poteri ad essi riservati.
Taluni enti territoriali (le Regioni) dispongono di potestà legislativa, altri (Province, Comuni) unicamente di autonomia statutaria e regolamentare, nonché finanziaria.In ambito di poteri di normazione, sussiste un preciso riparto di materie tra lo Stato e le Regioni, composto da:
• materie di competenza esclusiva dello Stato;• materie di competenza concorrenziale tra Stato e Regioni, eccezion fatta per la competenza alla determinazione dei princìpi generali e fondamentali, sempre riservata alle leggi dello Stato;• materie residue, di competenza delle Regioni


La magistratura

Ai sensi dell’art.101 Cost., il potere giudiziario è amministrato in nome del popolo ed i giudici sono soggetti soltanto alla legge, pertanto muniti di un organo di autogoverno, il cd. Consiglio Superiore della Magistratura (art. 104 Cost.) basato su specifiche garanzie.
La funzione giurisdizionale, nel particolare, è svolta dai giudici ordinari, mentre è normalmente vietata l’istituzione di giudici speciali o straordinari, eccezion fatta per particolari tipologie di  residue o potenzialmente promananti da apposite previsioni normative.Al contempo, la figura del Pubblico Ministero, cd. magistrato inquirente, è sempre vincolata all’obbligo di esercitare l’azione penale (art. 112 Cost.).A tutela, invece, degli interessi legittimi del cittadino innanzi alla Pubblica Amministrazione sussistono il Consiglio di Stato e gli altri organi di giustizia amministrativa (i T.A.R.).


La Corte Costituzionale

La corrispondenza delle norme emanate dagli organi dello Stato ai dettami costituzionali rappresenta un interesse fondamentale per il nostro Ordinamento, il quale deve essere garantito con elevato grado di certezza.A tal fine, con l’adesione ad un modello accentrato di giustizia, nel nostro Ordinamento il compito di controllare effettivamente la compatibilità delle leggi con la Costituzione spetta ad un unico organo, costituito dalla Corte Costituzionale.Essa è composta da quindici giudici, i quali rimangono in carica per nove anni, così ripartiti:
• n. 5 giudici eletti dal Parlamento in seduta comune;• n. 5 giudici eletti dai magistrati di ciascuna delle tre magistrature superiori (n. 3 per la Corte di Cassazione, n. 1 per il Consiglio di Stato, n. 1 per la Corte dei Conti);• n. 5 giudici eletti dal Presidente della Repubblica ex art.135, c. 1 Cost.)
La Corte Costituzionale, nel particolare, si pronuncia:• sulle controversie inerenti la legittimità costituzionale delle leggi e degli atti con forza di legge approvati da Stato e Regioni;• conflitti di attribuzione tra poteri dello Stato, tra poteri di Stato e Regioni e tra poteri delle Regioni;• su tutte le accuse per alto tradimento e attentato alla Costituzione nei confronti del Presidente della Repubblica, con la precisazione che in tali casi la Corte risulta integrata da n. 16 membri estratti a sorte da un elenco di n. 45 cittadini selezionati ogni nove anni dal Parlamento;• sull’ammissibilità di eventuali richieste di referendum abrogativo delle leggi (L. Cost. n. 1/1953)
Quanto alla cd. questione di legittimità costituzionale, essa può pervenire innanzi alla Corte Costituzionale per il tramite di una Autorità giudiziaria durante un giudizio (cd. procedimento in via incidentale) ovvero tramite ricorso diretto da parte del Governo nel caso in cui ritenga sussistere incostituzionalità di una legge regionale, da parte di una Regione a tutela delle proprie competenze nei confronti di una o più leggi dello Stato o di altre Regioni (cd. procedimento in via d’azione o principale) entro 60 giorni dalla pubblicazione della legge ‘’sospetta’’.Infine, si precisa che i cd. conflitti di attribuzione possono sorgere tra Stato e Regioni oppure tra Regioni, in tutti i casi nei quali un atto diverso da una legge o da un provvedimento con forza di legge determini una potenziale lesione delle competenze statali o regionali.Fattispecie diversa è rappresentata, invece, dai conflitti tra i poteri dello Stato i quali insorgono tra gli organi riconducibili a poteri diversi (esecutivo, legislativo, giudiziario) i quali appaiono sempre competenti a dichiarare definitivamente una precisa volontà in capo allo specifico potere da essi rappresentato (art. 37, L. Cost. n. 87/1953).

L’Ordinamento ed il costituzionalismo tedesco

La Costituzione Federale tedesca fu promulgata all’indomani della seconda guerra mondiale e, precisamente il 23 Aprile 1949.Elementi caratterizzanti della Costituzione tedesca sono il federalismo e l’assenza di elementi di democrazia diretta a livello nazionale. In essa si evince la classica tripartizione dei poteri di derivazione illuministica.
Il potere legislativo spetta, in misura diversa sia al Bundestag , eletto a suffragio universale che al Bundesrat o Camera dei Länder.
Il potere esecutivo spetta al Governo federale e il potere giudiziario è esercitato dalla Magistratura, ai vertici della quale si collocano la Corte Federale di Giustizia e la Corte Costituzionale. La carica rappresentativa è affidata al Presidente federale.
Le competenze legislative federali sono definite e classificate dalla legge fondamentale, agli art. 73-75 della GG. Le leggi vengono approvate dal Bundestag e dal Bundesrat.Il Deutscher Bundestag emana tutte le leggi di competenza della Federazione tedesca, il Bundesrat , ovvero sia la camera dei Länder, (e cioè delle regioni tedesche,) partecipa pure al processo legislativo.  I deputati e i gruppi parlamentari del Bundestag come pure il Bundesrat e il Governo federale possono proporre disegni di legge al Bundestag. Prima che un disegno di legge possa essere proposto dai deputati del Bundestag, deve essere sostenuto da un gruppo parlamentare o da almeno il cinque per cento di tutti i membri del Bundestag. Seguendo un iter prestabilito il disegno di legge viene discusso e votato nel Bundestag.

I progetti di legge possono essere presentati dal governo federale, dal Bundesrat e dal Bundestag. In caso di divergenze di opinioni, può essere convocato un comitato di mediazione, composto da membri delle due assemblee (16 per ciascun organo). Il comitato di mediazione deve presentare proposte di conciliazione ma ha il potere di decidere.
La Corte Costituzionale federale è un organo al tempo stesso giurisdizionale e costituzionale.I giudici della Corte Costituzionale Federale vengono scelti per metà dal Bundesrat e per metà dal Bundestag. Nei Länder della Baviera, Meclemburgo e  della Sassonia , i giudici vengono scelti e nominati da organi dell’esecutivo, di massima sotto la responsabilità politica del ministro regionale della giustizia.


L’organizzazione del sistema giudiziario della Repubblica Federale tedesca, che appartiene ai Paesi di tradizione della civil law, riflette le caratteristiche e le esigenze dello Stato federale. 
Il potere giurisdizionale è diviso tra gli Stati federati (Länder) e la Federazione. L’art. 95, primo comma della Costituzione federale della Germania (Grundgesetz) prevede, oltre alla Corte Costituzionale federale (art. 94 della Costituzione federale), cinque Corti Supreme federali (la Corte federale di giustizia, il Tribunale amministrativo federale, la Corte tributaria federale, il Tribunale federale del lavoro, il Tribunale federale sociale) poste al vertice di altrettanti ordini giurisdizionali: la giurisdizione ordinaria (civile e penale), quella amministrativa, quella tributaria, quella del lavoro e quella per la previdenza sociale. 

Nella giurisdizione ordinaria le competenze sono divise, in primo grado, tra preture (corti locali) e tribunali regionali; questi ultimi hanno competenze anche in grado di appello. 
A decidere in secondo grado sono le Corti d’appello regionali, mentre l’ultimo grado di giudizio spetta alla Corte federale di giustizia. Tutte le Corti Supreme sopra citate sono equiordinate fra di loro. Per garantire l’unità dell’orientamento giurisdizionale su questioni fondamentali, è prevista la costituzione di un organo mobile, le cosiddette Sezioni unite delle Corti Supreme federali.
Gli organi della giurisdizione amministrativa, sono regolati dall’art. 92 della Costituzione federale. Per giurisdizione amministrativa si intende l’esercizio del potere giurisprudenziale attraverso tribunali statali indipendenti in caso di controversie di diritto pubblico incostituzionali. L’attuale sistema della giurisdizione amministrativa si sviluppa su tre livelli, con 52 tribunali amministrativi di primo grado alla base, 15 tribunali amministravi d’appello e all’apice della gerarchia vi è il Tribunale amministrativo federale.

In conclusione, l’obiettivo che gli Autori intendono raggiungere con il presente elaborato è quello di consentire ad un pubblico di lettori più vasto possibile una conoscenza diretta di due dei più importanti ordinamenti giuridici d’Europa e di tutto l’Occidente, attraverso un linguaggio ed una terminologia volutamente sintetici e facilmente condivisibili anche da chi non possiede una formazione giuridica.

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