Gli avvoltoi sono arrivati a Venezia

di Luca Coppo

Una delle più antiche mostre di arte cinematografica sta ricevendo un abuso che colpisce non solo la sua storia, ma anche la sua ideazione. Il festival internazionale del cinema di Venezia nacque nel 1932, in pieno periodo fascista, dal conte Giuseppe Volpi da cui deriva il premio “Coppa Volpi” per la migliore interpretazione maschile e femminile; tuttavia sta avanzando un determinato tipo di sanzione, una colpa che potrebbe diventare perpetua, che uccide coloro che sono morti, strappandogli la loro dignità.Viviamo in tempo in cui la Storia — prendiamo in questa riflessione il ‘900 — sta morendo, o meglio, non viene più scritta attraverso i fatti e gli eventi che sono successi ma si cerca di attribuire a questi un giudizio morale il quale tende ad eliminare e condannare senza conoscere. Vi sono degli avvoltoi che si aggirano nella grande prateria della storia e della politica in cui ci sono gli eventi che sono morti e distesi sulla sabbia del deserto, senza più le pupille per il tempo passato, ma solo i resti che cercano di non essere soffocati dalla sabbia dell’ignoranza. A questi animali non piace la carne ma i resti e ciò li rende disgustosi e terribili.Giuseppe Volpi è divento preda di questi feroci animali, e non importa se è stato propio lui ad idealizzare questo fantastico festival del Leone. Ciò che conta è distruggere in tutto e per tutto gli anni che vanno dal 1922 al 1945. Scrive Marco Gervasoni su il Giornale: «Non basta quindi togliere dalle strade i nomi, cambiare la toponomastica, e magari abbattere i monumenti: bisogna cancellare qualsiasi ricordo di ciò che è stata l’Italia del 1922 al 1945, fare di quel ventennio uno spazio bianco, o meglio nero, popolato solo da mostri. […] È infatti un segno di plateale ignoranza credere che il fascismo sia venuto dal nulla e che sia possibile perciò sbianchettare vent’anni di storia». Come può un uomo passare dall’essere uno dei più grandi imprenditori — soprattutto per Venezia — e presidente di Confindustria nonché mecenate per l’arte cinematografica, ad essere un pericolo per l’arte e il popolo italiano? Se volessimo essere coerenti dovremmo cancellare non solo la “Coppa Volpi”, sarebbe da ipocriti, ma l’intera mostra.Mentre scrivo guardo sopra, verso il cielo, poiché ho sentito il loro verso, così grave e tremendo che può rompere i timpani. Mi accorgo che tutti hanno un occhio cieco, quello sinistro. Forse è bendato, non si capisce, sono troppo lontani. Ecco un altro urlo, meglio coprirsi le orecchie.

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