La Prima Repubblica: un vizio italiano che non muore mai

di Luca Palmegiani

Ipotesi, rumors, chiacchiere: in questi giorni a Roma circolano voci su un po’di tutto. Il governo vive un momento di costante instabilità.
Il tutto per colpa di quella vecchia volpe politica di Matteo Renzi che, con un pugno di rappresentanti del suo nuovo partito, tiene in scacco l’intero esecutivo.

La voce però che sta circolando in questi giorni (e che se divenisse realtà avrebbe dell’incredibile) è quella di una nuova maggioranza formata da Lega, Italia Viva e Forza Italia.
Negli ultimi trent’anni si è passati dal crollo della prima repubblica, al tramonto della seconda con il governo gialloverde ma, qualora queste ipotesi (ad oggi fortemente improbabile) divenissero realtà, si assisterebbe ad un vero e proprio ritorno alle origini.

Era il 1983 quando Bettino Craxi divenne presidente del consiglio per la prima volta, in quel caso la maggioranza era formata dalla solita DC, dai partitini “stampella” come il PLI, PRI e da due movimenti più a sinistra, il PSI dell’appunto presidente Craxi e dal PSDI.

Viaggiando un po’ con la fantasia, si potrebbe costruire un percorso molto simile alla situazione di metà anni 80’ con quella dell’improbabile alleanza tra i due Matteo. Salvini e la sua Lega, forti di percentuali molto alte sarebbero i veri e propri traini di questo esecutivo, così come per anni lo fu la Democrazia Cristiana; Renzi invece rappresenterebbe la versione attuale dei due movimenti socialisti (tant’è che il gruppo del suo partito in senato è nato grazie alla “concessione” dell’unico rappresentante eletto dell’attuale partito socialista italiano) mentre Forza Italia con la sua tradizione liberale e repubblicana altro che non sarebbe rappresentazione dei due movimenti “stampella”, il Partito Liberale Italiano e il Partito Repubblicano Italiano.

Va ribadito, si sta facendo un ragionamento molto lontano dalla realtà ma le vocine che circolano e le ipotesi che vengono formulate in questi giorni (ma in realtà già ai tempi del confronto televisivo da Vespa, dopo venne evidenziato uno strano feeling a telecamere spente) non vietano però di sviluppare un incredibile scenario che avrebbe realmente dell’incredibile.

Dopo tutto l’Italia è il paese del mai dire mai. Nel 83’ i numeri al parlamento erano diversi, la DC aveva ben 17 ministri, 5 il PSI e 3 a testa i partiti “minori”, nella versione riammodernata del pentapartito sarebbe altamente probabile l’investitura di Giancarlo Giorgetti a Presidente del Consiglio, figura moderata, ben voluta da tutti (forse un po’ meno dal suo partito) e che potrebbe essere il giusto rappresentante di questa maggioranza.

Salvini sicuramente andrebbe a controllare i ministeri a lui più cari, Difesa e Interni su tutti magari provando a riprendersi quelli che furono occupati da esponenti del Carroccio nella precedente esperienza con i 5 Stelle, come il ministero dell’Istruzione, della Pubblica Amministrazione e degli Affari regionali e autonomie. Potrebbe esserci un “piccolo scontro” sul ministero dell’Agricoltura dove molto bene fece il ministro leghista Centinaio, ma alla fine probabilmente verrebbe riconfermata la fedelissima renziana Teresa Bellanova, ad Italia Viva inoltre potrebbe andare anche il ministero della Salute.


Forza Italia riceverebbe quello delle Infrastrutture, magari indicando un Vittorio Sgarbi ai Beni Culturali e infine quale garante in Europa dell’esecutivo (come continua a professarsi in Europa Berlusconi) ricevere il ministero dei rapporti con l’UE. La grande incognita ruoterebbe attorno a chi dovrebbe prendersi carico dei ministeri “economici”; probabile che la Lega baratti, cosi come con i 5 Stelle, il dicastero della Giustizia lasciandolo a Renzi per poi prendersi il fondamentale ministero dello Sviluppo Economico e trovare un accordo su un soggetto terzo (magari più vicino al Carroccio) da mettere all’Economia.

Italia Viva probabilmente indicherebbe anche il ministro dell’Ambiente mentre la Lega piazzerebbe un suo rappresentante agli Esteri (o anche lasciarlo a Forza Italia) e alla Famiglia.


Il tutto sarebbe siglato da una promessa sulla riconferma dell’attuale presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
Fantasie, ipotesi remote e tanta immaginazione. Per Salvini potrebbe rappresentare un vero e proprio suicidio politico, il popolo della Lega non è mai stato molto amico di Renzi e dopo tanti anni passati a criticarlo, potrebbe davvero essere un punto di svolta negativo per il capitano.

Il Matteo fiorentino invece riuscirebbe, grazie all’ulteriore abile mossa di palazzo, a restare ancora li, tra i banchi del governo e magari perché no, ne risulterebbe anche rafforzato, è alla ricerca disperata di tempo per strutturare meglio il suo partito e per poter riuscire a sfondare, tutto ciò quindi in fin dei conti potrebbe solo che giovargli
. Forza Italia dopo un periodo di crisi costante sembrerebbe finalmente essersi stabilizzata, questa ipotesi di governo potrebbe essere la finale rottura del partito o l’inizio della rinascita. Un lavoro sottobanco, da soggetto terzo e meno in mostra, ben fatto potrebbe perché no rilanciare il partito del Cavaliere andando a recuperare qualche punto percentuale.


L’unica vera vincitrice in questa fantasiosa ipotesi di governo sarebbe Giorgia Meloni, coerente e intransigente non accetterà mai di prendere parte all’esecutivo e qualora questa surreale ipotesi divenisse realtà non ci si dovrebbe stupire davanti ad un incredibile aumento delle percentuali di Fratelli d’Italia.
Questo articolo ha un intento molto provocatorio e quasi scherzoso, vuole far capire come oggi in politica non vi sia nulla di già scritto… si è compiuto un grandissimo viaggio con la fantasia, le possibilità che i due Matteo vengano a patti sono davvero remote, con una fantasiosa analisi si è provato addirittura a sbilanciarsi sulla divisione dei ministeri. Molti punti cardine però non sono stati toccati, primo fra tutti cosa ne sarà del centrodestra qualora questo scenario divenisse realtà.




Tutto molto improbabile, idee e possibilità frutto della fantasia di chi scrive ma nulla vieta di viaggiare un po’ con l’immaginazione e ipotizzare un ritorno ai vecchi meccanismi della politica che hanno segnato la storia della penisola. In Italia più ci si vuole allontanare dalla prima repubblica, più sembra di tornarci. Presto si capirà se tutto ciò è veramente fantapolitica oppure se si è parlato con amplio anticipo del futuro governo d’Italia.

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