Il bombardamento di Dresda: una scomoda pagina di storia

di Severiano Scarchini

Uno degli episodi meno studiati ed approfonditi della II Guerra Mondiale è senza  ombra di dubbio il Bombardamento subito dalle città tedesche negli ultimi mesi del conflitto, ma uno su tutti spicca per crudeltà: il Bombardamento di Dresda.

Su queste tematiche per anni si è steso un velo di silenzi e bugie atti a non colpevolizzare i liberatori, visto il loro ruolo cruciale nel distruzione del nazismo. Questo però non li rende sicuramente esenti da colpe e crimini che essi stessi hanno perpetrato a guerra in corso ed anche alla sua fine.
Questi crimini non vanno dimenticati e lasciati cadere nell’oblio perché sebbene la storia la scrive generalmente chi vince le guerre è altrettanto vero che per combattere ogni forma di violenza e farsi promotori di pace bisogna conoscere a fondo ogni macabro dettaglio anche il più scomodo, affinché non si ripeta mai più una tragedia come la II guerra mondiale.
Poche persone sanno che il giorno successivo al Bombardamento di Dresda il primo ministro britannico Whiston Churchill , il quale aveva approvato i bombardamenti terroristici con bombe incendiare sul suolo tedesco, telefonó ad Arthur Harris, il teorico dei bombardamenti sui civili,  dicendo che era necessario rivedere la strategia britannica per quanto riguarda i raid aerei, dal momento che la distruzione di Dresda rappresenterà per gli alleati una grave macchia sulla loro condotta bellica.


Infatti oggi una simile condotta di guerra sarebbe assolutamente condannata come crimine di guerra, eppure gli stessi anglo-americani non si sono mai assunti la responsabilità dei loro misfatti nè hanno mai avallato scuse pubbliche a guerra terminata, a Londra è stato eretto anche un monumento ad Arthur Harris!
Secondo molti eminenti storici, che hanno riaperto questa ferita storica, l’intento degli alleati era quello di distruggere l’identità culturale del popolo tedesco ed in parte vi sono riusciti infatti hanno distrutto oltre  a milioni di vite anche inestimabili testimonianze artistiche.


Inoltre in alcuni documenti di Churchill è riportato nero su bianco quanto segue ” vogliamo fare della Germania un deserto,  vi sono 70 milioni di unni malvagi , di cui solo alcuni da salvare”.
Come appurato poi questi bombardamenti si rivelarono completamente inutili dal punto di vista militare poiché la città di Dresda venne liberata dal giogo nazista solo a guerra conclusa e non precedentemente come si auspicava il comando supremo alleato.


Nonostante ciò però gli anglo-americani continuarono nella loro opera di terrore dal cielo tanto è vero che vennero distrutte città del calibro di Amburgo,  Magdeburgo, Potsdam, Muenster  e Cemntiz a fine guerra poi i tedeschi non pretesero mai scuse formali dal momento che i stessi giornali tedeschi erano sotto stretto controllo alleato facendo cadere dunque questi eventi nell’oblio.


Tuttavia dopo Dresda  ed Hiroshima gli alleati non bombardarono più a tappeto le città nemiche rendendosi conto molto probabilmente del loro orrendo crimine. Questa indiretta ammissione di colpa però non potrà mai cancellare queste orribili nefandezze, secondo Konrad Adenauer  il quale lo disse solo nel 1955  ci furono ben 250mila morti, molti dei quali senza lasciar traccia perché completamente bruciati vivi dalle bombe al fosforo. Dresda inoltre non era una città importante dal punto di vista militare prima del 1945 non era stata mai bombardata e lì vi si erano rifugiati molti esuli provenienti dalla Germania orientale proprio perché ritenuta città sicura.


Dopo la conferenza di Yalta, dove Stalin fece innumerevoli pressioni affinché gli alleati compiessero azioni degni di nota per fiaccare il nemico, venne deciso  di bombardare Dresda e poi Berlino.  La città fu colpita durante le notti del 13 e 14 Febbraio  quando gli anglo-americani sganciarono una quantità inimmaginabile di bombe ben 42000 e di ben due tipi.
Le peggiori furono senza ombra di dubbio quelle incendiarie , che in una città con strade strette ed edifici in legno  crearono una vera tempesta di fuoco, la quale gettava letteralmente le persone dentro le fiamme ed era visibile a chilometri di distanza insomma un vero inferno sulla terra.


Molte persone ustionate si gettarono nell’Elba ,dove tantissime annegarono senza lasciar traccia, poi i cadaveri furono rinvenuti per anni dopo la guerra fino al 1966.
Della Firenze sull’Elba non rimase più nulla, inestimabili patrimoni artistici andarono per sempre distrutti  a causa dei liberatori. 
Dresda era soprannominata la Firenze sull’Elba per via  dell’alta concentrazione di monumenti artistici  ed opere d’arte di cui ora resta solo uno sbiadito ricordo.
Affinché non si ripeta mai più una tragedia di queste dimensioni e soprattutto non si verifichi un ‘altra guerra mondiale è assolutamente necessario conoscere questi tragici eventi e ricordarli ogni anno in modo tale che la violenza e la distribuzione di cui la guerra si fa portavoce sia ben  impressa in ognuno di noi.

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