Cosa sta succedendo in Ucraina?

A cura di Andrea Palmeri e Franz Camillo Bertagnolli Ravazzi

L’Ucraina e’ in fermento dal 21 Novembre 2013 dopo la sospensione da parte del governo presieduto da Viktor Janukovic dell’accordo di natura economica con l’Unione Europea che prevedeva la realizzazione di un area di libero scambio denominata DCFTA.

Migliaia di ucraini hanno manifestato da quel giorno chiedendo le dimissioni del governo Janukovic e l’adesione all’Unione Europea. Le proteste hanno avuto una forte partecipazione popolare con punte di mezzo milione di manifestanti e scontri con la polizia in assetto antisommossa le cui immagini hanno fatto il giro del mondo e che sono proseguiti per tre mesi con un bilancio finale di quasi cento morti e migliaia di feriti. Il culmine viene raggiunto il 20 Febbraio con ‘misteriosi’ cecchini che sparano indistintamente su polizia e manifestanti.

Il giorno successivo il presidente in carica, regolarmente eletto, Viktor Janukovic, viene deposto.
Questo cambiamento da un governo filo-russo ad uno filo-europeo porteà alla crisi di Crimea. La popolazione della Crimea infatti non riconosce come legittimo il cambio di governo e decide a Marzo con un referendum di entrare a far parte della Federazione Russa.

In conseguenza del voto uomini delle forze speciali russe occupano tutti i punti strategici della penisola.
Nel frattempo l’est dell’Ucraina, storicamente russofono e roccaforte del presidente destituito, si organizza in proteste contro il nuovo governo che porteranno a scontri in quasi tutte le maggiori città dell’area.
Il momento più tragico si tocca il 2 Maggio con il massacro di Odessa, dove quasi un centinaio di sostenitori filorussi morirono nel rogo della ‘Casa dei Sindacati’, appiccato dai filo-ucraini.

Tre province, Kharkov, Lugansk e Donetsk, decidono di staccarsi dal governo centrale di Kiev dichiarandosi indipendenti.
Da quel momento comincia una guerra con l’esercito ucraino che prova a riprendere il controllo delle provincie ribelli. Dopo duri combattimenti e migliaia di morti le province di Lugansk e Donetsk formano due repubbliche indipendenti sostenute da Mosca.
La guerra e’ tuttora in corso e, sebbene al momento in fase di stallo, i morti rimangono all’ordine del giorno una media di 40 morti per parte al mese,tra i vari eserciti .
Quello che succede in queste zone ‘periferiche,’ deciderà il futuro di tutti noi europei. Questo conflitto, al pari di quello che succede in Siria o in Libia, cambierà lo scenario geopolitico ed economico dell’Europa come la conosciamo adesso. La guerra del Donbass e’ tutto tranne che una guerra civile e non può nemmeno dirsi una guerra ideologica. E’ la guerra tra due blocchi: USA e Nato da una parte e Federazione Russa dall’altra. Sebbene le forze in campo non siano del tutto equilibrate, la Russia di Putin si sta dimostrando disposta a rispondere colpo su colpo al blocco Nato, comportando di fatto uno scenario geopolitico non più monopolare.

Quello che è interessante analizzare e’ l’atteggiamento della cosiddetta ‘area identitaria’ nei confronti di queste vicende.
All’inizio della protesta in Ucraina la quasi totalità del cosiddetto ambiente della destra radicale faceva il tifo per i manifestanti. Del resto l’ariete della protesta erano i giovani nazionalisti ucraini, molti dei quali ultras delle squadre di calcio. Vedere il coraggio con il quale tenevano la piazza ha sicuramente riscosso l’ammirazione di tanti nazional-rivoluzionari in tutta Europa. La cacciata del presidente grazie alla decisione mostrata dalla piazza è sembrata l’esempio perfetto di una rivoluzione partita dal basso e portata a termine, con centinaia di martiri che si sono immolati per la libertà del popolo ucraino.

Purtroppo però le idee romantiche sono sempre molto belle ma spesso alla fine si trovano a cozzare con la nuda e meno nobile realtà dei fatti. Innanzitutto la protesta cosiddetta di ‘Piazza Maidan’, dal nome della piazza centrale di Kiev dove si sono svolti gli scontri più importanti, non e’ stata una rivoluzione partita dal basso ma gestita e finanziata da quei poteri che fanno capo al Dipartimento di Stato Americano e all’oscuro filantropo George Soros. Il loro scopo non era quello di abbattere un presidente corrotto quanto quello di fare dell’Ucraina una colonia, caposaldo del fronte politico anti-russo. Ciò si palesa con la formazione del primo governo provvisorio e di quello formatosi dopo le prime elezioni, nei quali i ruoli chiave erano tutti ricoperti da uomini in stretti legami con gli Stati Uniti. Molti che all’inizio si erano entusiasmati per i fatti di Maidan cominciano così ad aprire gli occhi ed a guardare gli eventi che si susseguiranno in modo diverso. Nel frattempo le indagini hanno portato a scoprire che i cecchini che sparavano su manifestanti e polizia erano georgiani agli ordini dell’ex-presidente filo-americano Mikhail Saakashvili.

Tutto mirato quindi a destabilizzare il paese per indirizzare la rabbia popolare contro il presidente Janukovic.

Ad oggi l’Ucraina si trova in una condizione economica disastrosa, impegnata in una guerra fratricida contro le due province secessioniste e con la Crimea ormai parte dellaFederazione Russa. Ma quali conseguenza ha avuto questa guerra sull’Europa e sull’Italia? Da un punto di vista economico sicuramente disastrose. L’Ue, appiattendosi alle richieste americane, ha varato una serie di sanzioni contro la Federazione Russa che hanno impoverito e colpito duramente molte imprese europee, in particolar modo quelle italiane. Ma la sconfitta dell’Europa e’ soprattutto politica. L’Europa infatti ha dimostrato di non esistere da un punto di vista politico, di non avere una politica estera unitaria che non sia quella di prendere ordini da Washington. All’Ue un eventuale adesione da parte di un paese povero come l’Ucraina non conviene e di certo non vale il peggioramento dei rapporti con la Russia, dalla quale siamo dipendenti per quanto riguarda l’acquisto di energia. Essere sovranisti non significa essere anti-europei ma bensi’ essere contro questa Unione Europea che non fa l’interesse dei popoli ma delle elité asservite a Washington. Un Europa forte sarebbe forse per noi l’unica possibilità per riscattare la nostra sovranita’ internazionale, ma il primo nemico di un Europa forte sono gli Stati Uniti d’America, che vogliono un’Europa vassalla e non certo alleato paritario

In Italia tutti i media main stream appoggiano il governo ucraino ,prima quello dell’oligarca del cioccolato Poroshenko,e ora quello del comico Zelienski(che non dimentichiamo e’ l’uomo messo di da un altro oligarga il banchiere kolomoisky), e lo stesso fanno tutti i partiti europeisti, dal PD alla Boldrini passando per i Radicali. La stessa Italia elargisce tramite l’Ue milioni di euro a governo ucraino, riempendo le tasche degli oligarchi che ne detengono il potere. E’ quindi evidente che chi vuole un Italia sovrana ed è contro le oligarchie europeiste non può sostenere chi e’ al potere in ucraina Per questo la vittoria del fronte filorusso e’ fondamentale, perchè darebbe agli europei la possibilità di costruire una nuova Europa. Un Europa libera e sovrana che non può esimersi dal vedere in Mosca un prezioso partner e non un nemico da combattere. Ecco perche’ il Donbass deve essere considerata come una trincea d’Europa. La guerra che si combatte lì e’ la guerra contro il fronte mondialista, la guerra contro quei poteri che stanno distruggendo l’Europa. Occorre guardare il tutto scevri da vetusti schemi ideologici che qui non hanno valore.

Un’Italia sovrana e rispettata sullo scenario mondiale e’ possibile solo in una nuova Europa, che deve tornare ad essere naturale e paritario partner della Federazione Russa.

Share This:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *