Identità Europea: alle origini del monachesimo

Di Manuel Berardinucci

In un momento storico in cui i più Alti Ministri del Signore sembrano aver barattato la Fede con l’adesione totale al totalitarismo del Presente, il monachesimo risulta essere l’ultima forma  di spiritualità cristiana rimasta intatta aldilà dello scorrere del Tempo. Ciò che dovrebbe distinguere, infatti, un credo religioso da una filosofia di vita, è che quest’ultima consiglia atteggiamenti, visioni, nel migliore dei casi ideali, da tenere in rapporto alla propria contemporaneità. Il credo religioso, invece, si fonda su Dogmi e Verità assolute, i quali se sottoposti al vaglio delle stagioni che passano perdono il loro senso. Posso ritenere Verità Assoluta un precetto che rischia di essere smentito il prossimo anno per via Conciliare, o peggio, attraverso dichiarazioni a mezzo stampa? Sosteneva, in merito, il Cardinal Biffi:” Mi accusano di essere preconciliare, ma poi mi consolo, sapendo che lo era pure Gesù”.

Per comprendere il residuo di spiritualità che ancora anima gli ordini monastici, è importante andare alla loro origine. Fra il III e il IV Secolo la Chiesa andava organizzandosi nei territori attraverso la creazione di una classe sacerdotale e l’Istituzione delle Diocesi. In tale contesto un cospicuo numero di religiosi avvertì la necessità di una forma religiosa più elevata, meno materiale e dedicata esclusivamente alla preghiera, allo studio e alla contemplazione, in comunità più o meno grandi, dette cenobii, o abbracciando l’eremitaggio. Le prime forme di aggregazione religiosa si costituirono nelle province orientali dell’Impero, si dotarono di Gerarchie e norme di convivenza fissate per iscritto. Nel IV Secolo divennero note le Regole di San Pacomio (monaco egiziano, fondatore della prima abbazia nel 320 presso Tabennisi nella Tebaide, regione dell’Antico Egitto) e di San Basilio (Dottore della Chiesa, la cui Regola è ancora oggi seguita dai Monaci basiliani). Successivamente, a partire dalla metà del IV Secolo, il monachesimo si diffuse in Occidente, dove San Benedetto da Norcia, all’adorazione, lo studio e la contemplazione, che fino ad allora avevano animato lo spirito monastico, aggiunse la laboriosità, stilando la Regola da seguire nel monastero da egli fondato a Montecassino, basata sul celebre “Ora et labora”. Il motto benedettino divenne fonte di ispirazione per quasi tutte le comunità religiose medievali, che iniziarono ad affiancare attività pratiche a quelle ascetiche. Molti di essi contribuirono a salvare, plasmare e costruire l’identità e la vita stessa dell’Europa, tutelando e restaurando diverse opere d’arte o capolavori letterari anche dell’età pagana (salvaguardando le Radici greco-romane, assolutamente non in contrasto con quelle Cristiane), dissodando regioni interne e spesso costituendo veri e propri presidi ai Confini dell’Occidente. Altri Ordini, come quello dei Cistercensi, interpretarono il “labora” curando i lavori agricoli, contribuendo all’economia dei territori e rendendosi protagonisti di importanti bonifiche.

Ma i monaci dovevano anche avere abilità  nel leggere e nello scrivere e in caso contrario imparare al più presto a farlo. La lettura e la meditazione dei testi sacri erano momenti fondamentali nella giornata dei religiosi, accanto, come già anticipato, allo studio di autori pagani. Ogni monastero doveva possedere una biblioteca e uno scriptorium dove copiare i  testi analizzati per conservarne la memoria e diffonderne la conoscenza. Queste comunità divennero veri e propri centri di irradiazione culturale, nei quali si formarono e vissero importanti autori latini, non soltanto teologi e pensatori, ma anche storici come Beda detto il Venerabile (il quale scrisse la storia dell’Inghilterra sassone) o Paolo Diacono (autore della “Storia dei Longobardi”). 

Particolare importanza assunsero i monasteri nelle isole britanniche. L’Irlanda, infatti, non occupata dai romani, venne evangelizzata dai monaci predicatori, tra cui il più importante fu San Patrizio, odierno Patrono della Nazione. In quei luoghi, non essendovi diocesi organizzate, i Vescovi si insediarono spesso nei monasteri, che divennero centro di potere anche politico. Similmente avvenne per la Britannia, decristianizzata e deromanizzata dall’arrivo degli angli e dei sassoni nel V secolo, dove la riconversione avvenne ad opera dei monaci irlandesi e siriani (inviati appositamente da Papa Gregorio Magno).

Insomma la storia dell’origine delle comunità cenobitiche coincide con la Costruzione dell’Idea di un’Europa con origini antiche, le quali non negavano la Verità giunta col Cristianesimo, ma la anticipavano con le forme e le conoscenze degli uomini del tempo.

L’Europa ha il dovere di recuperare la propria dimensione spirituale se vuole Essere ciò che è. E la Chiesa dovrebbe contribuire al recupero di quelle Radici, anziché tacere (o addirittura avallare), come purtroppo talvolta par fare, dinnanzi alle forze distruttrici dell’identità cristiana.

Purtroppo il diffondersi di una cultura neoconservatrice tendenzialmente americana e americanista, ha indotto in errore persino chi in buona fede ha tentato e tenta di difendere l’Europa. Secondo tale cultura i valori che hanno disegnato la fisionomia del Vecchio Continente (o più vastamente dell’Occidente) sono da ricercarsi nell’Illuminismo, nella Rivoluzione Francese, nel razionalismo, nella liberaldemocrazia e nelle varie conquiste civili poste come irraggiungibili se non nella cornice descritta. Mi permetto di negare l’ultima asserzione della quale si è troppo spesso irrimediabilmente convinti. Il mondo avanzava e progrediva persino prima che gli illuministi prendessero il sopravvento (basti pensare alle innumerevoli donne che ricoprirono ruoli di prestigio nell’epoca medievale o al fatto che proprio in quei secoli ritenuti “bui”, vennero fondati i primi ospedali e le prime università e fu abolita la schiavitù in nome della Dottrina Cristiana), ma lo faceva con raziocinio, soppesando i pro e i contro, senza seguire una specie di Millenarismo in salsa Progressista.

L’Europa ha avviato la propria fine come Comunità Storica e Valoriale con quei fenomeni. Chi ne ha disegnato la fisionomia furono i Greci e i Romani, e poi la Chiesa con la Scolastica, i monasteri e i grandi autori, la Società Cavalleresca e le Monarchie Nazionali.

In questo articolo ho raccontato un piccolo tassello dell’Identità Europea, quello del monachesimo, perché in un periodo in cui si parla ovunque di Memoria, ricordare chi siamo è importante.

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