Le donne, il filo rosso tra passato e presente

di Federica Masi

Come ogni anno, l’8 marzo si celebra la Giornata delle donne, dedicata alla memoria dei grandi successi ottenuti dal popolo femminile, dopo numerose battaglie. Purtroppo, nella storia, la condizione della donna ha subito diversi cambiamenti sociali, politici ed economici, dettati dalle varie difficoltà della società.
Nell’antica Grecia alle donne spettava un ruolo marginale, che le escludeva completamente dalla vita politica e pubblica, riservata solo agli uomini. Molti maestri del pensiero, quali Aristotele, Pitagora, Euripide consideravano addirittura le donne esseri inferiori, ignoranti e dotate di un cervello molto piccolo.
Anche nel mondo latino la donna era soggetta alla giurisdizione del marito, soprattutto con l’istituzione del diritto romano, che costituì molti impedimenti per la vita sociale della donna. Tra le leges in vigore al tempo, ricordiamo lo ius osculi, ovvero il diritto al bacio, che permetteva agli uomini della famiglia di baciare la donna, per controllare che non avesse assunto vino, proibito e considerato gesto d’infamia. Nell’Antica Roma la donna aveva l’obbligo di dedicarsi al focolare domestico, mentre erano sempre più diffusi i pregiudizi circa il colore dei capelli.
La condizione femminile peggiorò con l’avvento del Medioevo, in cui le donne erano obbligate a sottomettersi al volere del padre e molte vennero anche condannate al rogo perché accusate di stregoneria.


La situazione sembra rimanere invariata fino all’ascesa di Napoleone, il quale abolì la disparità di trattamento nella divisione patrimoniale, pur mantenendo saldi i vincoli imposti con il Codice Civile del 1804. Soltanto nell’Ottocento iniziarono ad acquisire più autonomia, con il sopraggiungere della Rivoluzione Industriale, che permise loro di diventare lavoratrici consapevoli dei diritti che richiedevano. A questo proposito, ricordiamo il movimento delle suffragette, donne che iniziarono la lotta per il cambiamento sociale e il diritto di voto.
Il percorso segnato dal popolo rosa è stato lungo e travagliato, soprattutto nei momenti più critici della storia, come le guerre mondiali o l’epoca della migrazione, in cui il ruolo della donna diventò determinante per il destino della famiglia, dovendo sopperire alla mancanza di una figura maschile.


Le donne, dopo numerosi sacrifici, nel giugno 1946 ottennero in Italia un primo riconoscimento, con il referendum a cui erano chiamate – per la prima volta – a votare, per la nascita della Repubblica Italiana. Il successo proseguì, quando il 24 marzo 1947 l’Assemblea Costituente approvò l’articolo 3, che sanciva l’uguaglianza dei sessi di fronte alla legge. Il 26 agosto 1950 le donne raggiunsero un’importante evoluzione della loro condizione lavorativa, con la legge sulla «tutela fisica ed economica delle lavoratrici madri» e alla quale seguirono negli anni altri fondamentali passi verso l’identificazione del genere femminile in qualsiasi ambito.
Le donne pur essendo state, nella storia, circondate dall’ombra del pregiudizio, hanno aperto nuove strade per l’arte e la scienza – smentendo i filosofi greci – come nel caso di Artemisia Gentileschi, pittrice italiana; Marie Curie, scienziata polacca; Aurelia Earhart, aviatrice; Margherita Hack, astrofisica; Alda Merini, poetessa delle donne; Frida Khalo, pittrice messicana; Rita Levi Montalcini, scienziata italiana. Le donne che hanno trasformato il mondo, attraverso l’arte, le parole o le scoperte sono tantissime e meritano di essere tributate dalla nostra memoria.
Oggi, dopo anni di lotte per l’ottenimento dei diritti, le donne possono condurre una vita serena, libera che permette loro di potersi dedicare alla propria famiglia ed anche alle proprie passioni.
La strada da percorrere, però, non è ancora terminata, perché si è sempre più diffuso il fenomeno della violenza, che in casi più gravi sfocia nel femminicidio. I dati emersi nell’ultimo ventennio sono allarmanti, e hanno così portato il diritto a intensificare le leggi di condanna, come la 154 del 2001, per contrastare gli abusi domestici, o il decreto legge del 2009 per il reato di stalking, o il Codice rosso, introdotto nel 2019.
Per le donne, quindi, si apre un’altra battaglia, questa volta per contrastare gli abusi sempre più frequenti nei contesti familiari o strettamente sociali. Oggi, 8 marzo, siamo chiamati a richiamare alla memoria la storia di ogni donna che ha permesso ad un’altra uno spazio in più nella società, nella scienza, nell’economia.
Le donne hanno ottenuto importanti vittorie e oggi auguriamo loro di poterne raggiungere altrettante nel prossimo futuro.

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