William Turner: il pittore dei tramonti emotivi

di Fabrizio Forlani

Wlliam Turner (1775-1851) è stato un pittore e incisore inglese appartenente al movimento del romanticismo. Poliedrico e al tempo controverso oggi è considerato non solo un esponente del romanticismo inglese di spicco ma anche colui che ha contribuito a gettare le basi per l’impressionismo.
In questo dipinto chiamato Pioggia, Vapore e Velocità vediamo proprio questo, cioè un treno sfrecciare a tutta velocità da un turbinio luminoso di vapore e di pioggia. Un turbine di pennellate infatti rendo con maestria il vortice atmosferico creato dal passaggio del treno. Di qui ciò che vediamo con gli occhi. Se invece proviamo a percepire i sentimenti che il quadro ci comunica in modo semplice e allo stesso tempo sottile. L’idea di rappresentare un treno in corsa infatti farebbe pensare quasi ad un pre-futurismo. Nel romanticismo infatti i riferimenti alla tecnologia e alla modernità sono estremamente rarefatti. Esponenti del romanticismo come Friedrich e Constable vedevano il sublime, il concetto chiave dell’esperienza romantica del XIX secolo, nel rapporto tra l’uomo e la natura incontaminata dotata di espressione capace di far affiorare il sentimento del sublime, del trascendente, dell’infinito, in questo dipinto Turner ci suggerisce qualcosa in più. Turner infatti era interessato particolarmente alla luce ed è qui nel rapporto con la luce che Turner individua il sublime. Il sublime è la luce, intesa come una manifestazione primordiale del numinoso, un contatto diretto con l’Assoluto trascendente. Il pittore dà dunque sfoggio delle proprie nel rendere pittoricamente la nube di vapore e acqua resa turbolenta dal passaggio del treno. Ma ecco qui il passaggio non banale. Il treno infatti, come abbiamo detto, è un’opera dell’uomo (questo è il primo dipinto in assoluto in cui viene ritratto un treno) e quindi del tutto opposta alla natura. Opposta negli angoli duri e rettilinei dei binari, rispetto a quelli curvi e voluttuosi del vapore, nei colori scuri e smorti in opposizione al cielo che sembra quasi intrappolare la poca luce del sole. Ma in questo dipinto Turner, per un gioco prospettico fa come sbucare il treno dal vapore, squarciandolo ma in qualche modo legandosi ad esso. Il vapore infatti avviluppa il treno e in qualche modo lo partorisce al mondo. Una delle possibili interpretazioni di questo dipinto è infatti che Turner ci voglia così suggerire che il sublime, l’immenso non appartenga solo alla natura, meglio se incontaminata, ma si trasferisce alle opere dell’uomo che vengono viste come una tensione, assolutamente romantica, verso l’infinito, qui rappresentato magistralmente dalla velocità. E’ in questa sorta di auto-trascendenza dei propri limiti che fa vedere a Turner nel progresso tecnologico un elemento romantico innegabile quasi lapalissiano, l’irresistibile e magnetico richiamo dell’Infinito.

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