Italiani chiusi in casa: pregate, leggete e giocate

Di Manuel Berardinucci

Un governo di incapaci ha adottato il “consiglio della nonna” come metodo di azione esecutiva. “State a casa” tuonano, ma mantengono aperte determinate attività e ne chiudono altre, come se il Virus avesse preferenze legate ai prodotti venduti o all’ubicazione. In ogni caso le limitazioni imposte, seppur vaghe e inefficaci, porteranno molti italiani alla Quarantena domestica, rimbambiti come sono dal vizio italico del sentirsi costantemente sull’orlo della tragedia e dal Coro unanime delle Voci Pubbliche che invitano a “non allarmarsi” ma contestualmente descrivono il Paese come fosse in Guerra Civile. Chi osa uscire di casa è il nuovo Nemico Pubblico, l’Untore Supremo. Un Popolo sempre alla ricerca di capri espiatori. Il Premier cita “l’ora più buia” di Churchill (non è ancora chiaro cosa sia più inverosimile, se il suo paragonarsi allo statista britannico o il rapporto tra le due situazioni accostate), annuncia drastici decreti prima di renderli attuativi e poi si stupisce che il popolino faccia scorte di cibo da guerra.

Quel che è certo è che molti connazionali passeranno più tempo nelle mura domestiche. Ma cosa fare? Innanzitutto spegnere la Televisione, tappare virtualmente la bocca a Barbara D’Urso che pretende di spiegarci come ci si lava le mani (che stima del suo pubblico..), alla nuova cima della Teologia Europea Mara Venier che sostiene l’uguaglianza della preghiera da casa e della Messa in Parrocchia (se la “Zia degli italiani” lo avesse detto prima molti preti sarebbero rimasti a dormire la domenica mattina.. a saperlo), ai telegiornali che contribuiscono alla psicosi generale e alle tante Alba Parietti che nei salotti televisivi dove ieri discutevano dei Massimi Sistemi (non conoscendo nemmeno i Piccoli), oggi vomitano banalità sul Covid19.  In secondo luogo accantonare i Social dove cittadini comuni per elevarsi rispetto alla presunta bassezza di altri cittadini comuni (in gergo, per sentirsi fighi) ripetono a pappagallo le banalità nazionali.

Tre attività possono nobilitare l’uomo e costituire validi momenti di riflessione, elevazione e miglioramento di sé, in questo momento: pregare, leggere e giocare.

Pregate. Nonostante i sedicenti Ministri del Signori si stiano comportando da SubMinistri dello Stato, ignorando ogni visione trascendentale, ogni fiducia nella Divina Provvidenza, voi conservate la Fede. Rivolgetevi a Dio, chiedete a lui perdono e pietà per Voi e per i Vescovi miscredenti che per la prima volta nella storia della Cristianità chiudono le porte delle Chiese ai Fedeli. Antonio Socci ha recentemente ricordato come il Pontificato Bergogliano iniziò con l’obiettivo di rendere la Chiesa “un ospedale da campo”… Strano momento per smantellare l’ospedale. Pregare in casa dunque  non sarà uguale alla partecipazione domenicale alla Santa Messa (checché ne dica la Teologa Mara Venier) , ma è quel che ci resta per continuare a dirci Cattolici, nonostante la Chiesa.. e se trovate qualche eroico sacerdote resistente, non biasimatelo ma lodatelo.

Leggete.  Se la Realtà è anestetizzata, viaggiate in altri mondi, in altre epoche, in altri contesti. Liberamente la Mente dalla Depressione di Stato. I libri sono portali e non è una frase fatta, ma una Verità. Siano la Vostra valvola di sfogo. Tra l’altro, chissà, ad emergenza conclusa potremmo riscoprire un popolo contagiato dalla Narrativa o dalla Saggistica e tale amore, nato al tempo del virus, potrebbe estendersi anche una volta tornati alla semi-normalità quotidiana.  Personalmente mi permetto di consigliare qualche lettura storica sulla Peste Nera che magari eviterebbe deliranti paragoni con il Virus Cinese..ma in ogni caso, anche un harmony va bene.. meglio di Barbara D’Urso.

Giocate. Riscoprite il gioco come fonte di ritrovo comunitario con i vostri cari, i vicini di casa, i fratelli e i genitori. Il Divertimento non si trova soltanto nelle discoteche e in una bottiglia di Corona (la birra eh) ma anche nel sedersi intorno ad una tavolo (ad un metro di distanza l’uno dall’altro!) col Risiko.. e questo a prescindere da Covid19.

Pregare, leggere e Giocare. Le Tre dimensioni dell’Uomo: la tensione verso l’Alto e verso Dio posto nei Cieli e non in Terra, l’eterna necessità di evasione dalla realtà che oggi viene espletata dai social e che invece è ben più sana se praticata poggiando lo sguardo su carta e la dimensione ludica e comunitaria. 

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