Italiani, non mollate!

di Alessio Moroni.

Nella serata del 9 Marzo il Primo Ministro Giuseppe Conte ha annunciato le nuove misure per contrastare il Coronavirus all’interno del territorio italiano, estendendo la zona rossa a tutto lo stivale.

Una decisione abbastanza prevedibile, considerata l’espansione sempre più marcata del virus e il rischio derivante da una libera circolazione di merci e persone (che metterebbero in grave pericolo le fasce deboli della popolazione, quali anziani e persone con problemi di salute pregressi).

In queste ultime settimane ci siamo quasi abituati a convivere con la paura di questa nuova malattia, che, proveniente dalla Cina ha iniziato ad investire la nostra terra nel corso dell’ultimo mese. Nei bar, nelle televisioni e all’interno delle piattaforme social notizie, opinioni e dibattiti su tale tematica non si fermano mai, ognuno ribadisce costantemente la propria opinione sul come poter affrontare questa drammatica situazione e sul come poter debellare il virus.

L’esecutivo giallo-rosso non ha risposto prontamente alla battaglia, preferendo smorzare i toni, evitando che gli italiani cominciassero ad assumere reale coscienza del pericolo a cui stavano andando incontro, etichettando come razziste ed allarmiste le proposte di chi avrebbe voluto un maggior controllo delle entrate dei cittadini stranieri in suolo italiano. Ora paghiamo le conseguenze di questa scelta: col passare dei giorni vi è stata un esplosione dei contagi che, iniziati nel nord italia, sta, piano piano, coinvolgendo tutto lo stivale.

Gli errori citati prima sono sotto gli occhi di tutti e la maggioranza, una volta resasi conto del grave errore fatto, ha cercato di coprire ai ripari, sperando che si possa tornare alla normalità nel minor tempo possibile.

Come ha sottolineato il Presidente del Consiglio ci troviamo in un momento drammatico, in una delle ore più buie della nostra giovane Repubblica, in cui è necessario ritrovare coraggio, forza e tenacia nel voler resistere al nemico.

Il mio appello agli italiani, un grido nel deserto data la mia poca notorietà nazionale e la spontanea e sincera capacità di riconoscere che vi sono persone molto più autorevoli del sottoscritto, è di continuare a condurre la vita con lo stesso spirito positivo dei giorni, delle settimane e dei mesi precedenti, evitando di finir distrutti da questo atroce rivale a livello morale. Non possiamo permetterci di farci sopraffare spiritualmente, bisogna vincere questa battaglia e poter risollevarci come abbiamo sempre fatto.

L’Italia è una nazione millenaria, forgiata da mille battaglie, dalle parole di scrittori che hanno cantato le tradizioni, le parole e i pensieri dei secoli passati, da navigatori che hanno esplorato il globo esportando ciò che di bello ed unico abbiamo nella nostra piccola penisola. Insieme alla Grecia siamo la culla della civiltà europea, continente forgiato da queste due terre che ora, per un motivo o per l’altro sono state lasciate sole da quelle istituzioni sovra-nazionali che invece dovrebbero vedersi nei momenti di crisi.

La nostra Capitale, Roma, la città eterna ha vissuto numerosi momenti di profonda oscurità, in cui sembrava approcciarsi la decadenza. Il sacco di Roma del 1527 ad opera dei Lanzichenecchi aveva portato devastazione e morte ma l’Urbe ha saputo rialzarsi, proprio come fatto dopo i bombardamenti a San Lorenzo. Potrei continuare all’infinito ma questi esempi bastano per far capire che siamo più forti di tutto.

E’ il momento di approfittare di questo breve strappo dalla nostra vita sociale per poter ritornare ad apprezzare maggiormente i piccoli momenti attorno al focolare domestico: poter conversare e non solo parlare (quest’ultimo non implica necessariamente un dialogo costruttivo), poter vivere dei momenti che presi dalla frenesia delle nostre attività non assaporiamo al cento per cento e guadagnarci del tempo per leggere, per guardare un film e fare qualsiasi altra attività che possa arricchirci culturalmente e spiritualmente.

Non è semplice, sarebbe alquanto ipocrita affermarlo ma è necessario fondamentale farsi forza, farsi fiducia tramite la consapevolezza che come ce l’hanno fatta i nostri avi ce l’abbiamo fatta noi.

A Caporetto non è riuscito a passare lo straniero, il nemico alle porte che minacciava la nostra terra, figuriamoci se ci lasceremo abbattere dal coronavirus.

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