La Cina vuole davvero aiutarci?

di Alessio Moroni

Nel susseguirsi dell’emergenza sono stati tantissimi gli studi internazionali che hanno cercato di comprendere le cause del virus e l’inizio della sua diffusione, che secondo le ultime informazioni dovrebbe datarsi a Novembre 2020. Proveniente dai pipistrelli venduti nel mercato della provincia di Wuhan (con condizioni igieniche al limite del penoso), questo morbo è stato assorbito dall’uomo e ha cominciato ad infettare migliaia di cittadini attraverso la facile capacità di trasmissione. La Repubblica Popolare Cinese si è trovata ad affrontare una situazione assai critica ed inizialmente la soluzione delineata dal governo di Xi Jinping è stata quella di far finta di nulla, di modo da evitare un pesante danno d’immagine all’estero. I medici che hanno denunciato i rischi sono stati facilmente zittiti tramite la censura di regime, tipica di uno Stato autoritario che cerca di far risaltare un’unica voce di espressione desiderata, quella dell’oligarchia al timone della Nazione.

Col passare dei mesi la situazione è diventata incontrollabile e le parole filtrate all’esterno hanno portato ad una escalation in cui il Partito Comunista Cinese ha dovuto dichiararsi colpevole di negligenza verso questo pericolo, iniziando nel corso dei primi mesi del 2020 ad adoperare numerose misure restrittive per contenere il numero di casi positivi e dei decessi (riportati in maniera spesso poco attendibile).

Nell’epoca della globalizzazione, e data l’enorme mole di afflusso di turisti ed imprenditori asiatici fuori dal proprio territorio (maggiormente numeroso nei mesi invernali per via dell’imminente Capodanno cinese), è stato inevitabile il propagarsi del virus anche nel resto del mondo e, in Europa, la prima a pagarne le spese a caro prezzo, è stata l’Italia. Stiamo vivendo sulla nostra pelle le preoccupazioni derivanti da questa patologia e abbiamo anche intravisto anche gli errori compiuti dai nostri alleati politici europei, che hanno voltato le spalle alla nostra terra e, colpevolmente, ci hanno ribadito di dover risolvere da soli i nostri problemi.

A tenderci la mano, o perlomeno così pare dalle parole della stampa nostrana, è stata proprio la Cina che ha voluto fornire i materiali di prima necessità in questa situazione di crisi, dai ventilatori alle mascherine. Sembrerebbe, a primo impatto, un gesto di solidarietà meraviglioso ma che invece dietro nasconde tutta l’enorme strategia geo-politica del suddetto Paese. Innanzitutto questi beni non sarebbero regalati ma sarebbero acquistati dall’Italia e dietro a ciò vi è il disegno di voler far pagare questi aiuti umanitari a caro prezzo, una volta passata la situazione di crisi.

Negli ultimi anni sono stati innumerevoli i passi fatti per allineare il nostro Paese al Regime comunista, con gli accordi della <> che aprirebbero le porte ad un’alleanza molto forte, che toglierebbe agli Stati Uniti quello che, sin dal secondo dopoguerra, è stato uno dei principali partner commerciali e politici. Un aiuto quindi in funzione anti-americana ed anti-europea, e che ricorda molto da vicino quei tentativi sovietici di accaparrarsi le simpatie dei paesi europei aldilà della zona del Patto di Varsavia.

Pechino inoltre deve smacchiarsi dall’onta di essere l’untore della Terra, lasciando questo marchio negativo all’Italia e ponendosi nella posizione di assumere il ruolo di difensore della salute della popolazione mondiale.

Non bisogna mai dimenticare che tutti gli Stati agiscono in nome di interessi propri e che dietro ad ogni azione, non vi è il desiderio di compiere un atto misericordioso, ma quello di guadagnare credibilità, potere e consenso all’interno dello scenario internazionale. Non è un caso che a questo gesto si sia accompagnata la risposta dell’Unione Europea, che dopo le deprecabili parole della Lagarde, presidente della Banca Centrale Europea, ha iniziato ad assumere toni concilianti e di aiuto verso il Belpaese, e della Germania che ha promesso degli aiuti ancor più sostanziosi.

Share This:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *