La deriva autoritaria di Winston Conte

Di Paolo Muttoni.

Un sabato sera di marzo, 60 milioni di persone a casa in quarantena, senza la possibilità di uscire ad aspettare le parole del primo ministro, in piena ansia su quale decisione prenderà questa volta. Alle 21:00 circa esce la notizia di una Conferenza stampa (quindi qualcosa di istituzionale) programmata per le 22:30, poi esce un contrordine, si tratta di una diretta Facebook per le 22:45, spostata alle 23:00, poi spostata alle 23:15, per poi parlare all’alba delle 23:30.

Non è nuovo Conte a questa comunicazione scellerata, d’altronde cosa vuoi pretendere da uno che ha a capo della comunicazione Rocco Casalino. Di conseguenza le critiche devono essere pesanti a questa gestione che crea panico, ansia, corsa ai supermercati ed assalti ai treni (situazioni figlie della pessima comunicazione del governo).

Attenzione non va criticato il contenuto delle decisioni di Conte, che bene o male sta inseguendo le richieste che il centrodestra fa oltre mese, quello di chiudere tutto il paese ad eccezione delle filiere produttive essenziali.

Al premier va criticato tutto il suo impianto normativo e comunicativo della crisi. Prima di tutto la decisione di annunciare la chiusura di un paese tramite dirette su una piattaforma privata di social network, senza giornalisti e contraddittori. Poi le fasce orarie che il premier sta utilizzando, qualcuno mi deve spiegare il senso della conferenza stampa di ieri sera in piena notte, per annunciare un provvedimento che entrerà in vigore lunedì per delle attività che la domenica sono chiuse (inoltre non c’è ancora traccia del decreto). Ma non è la prima volta, rimarrà negli annali la notte del primo decreto con cui si chiuse la Lombardia. Una notizia uscita alle 20:00, con il decreto che ha cominciato a circolare alle 22:00, per poi annunciare tutto in una conferenza stampa in piena notte.

Continuo a non trovare il senso, se non gestire questa storia come se fosse il grande fratello.

Poi a Conte bisogna rilevare anche gli atti normativi che sta utilizzando. Praticamente sta limitando i nostri diritti (costituzionali) con dei decreti della presidenza del consiglio (atti meramente normativi), senza comunicare niente al parlamento (chiuso da settimane senza un motivo) e senza comunicare niente al presidente delle camere, con solo una lieve interlocuzione con un presidente della Repubblica silente e complice se non dovesse prendere provvedimenti.

L’uomo incaricato premier per non dare i pieni poteri a Matteo Salvini sta diventando lui stesso uomo dei pieni poteri.

Più grave di Conte c’è solo chi adesso lo vede come un deus ex machina di tutta la crisi, criticando chi si permette di rilevare che il presidente del consiglio sta andando oltre i sui poteri. Ok l’unità nazionale e la solidarietà, ma l’opposizione in un paese democratico deve sempre esistere, altrimenti siamo in una dittatura (persino Renzi ha criticato la gestione di ieri sera).

Siamo nella nostra guerra mondiale, in un evento che segnerà tutte le nostre generazioni, nell’ora più buia della nostra repubblica ed abbiamo a capo del governo un uomo che si crede Winston Churchill, ma non è altro che un Luigi Facta qualunque.

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