Un caffè con Italo Calvino

di Mattia Ventroni

In questo momento storico di incertezza, stupore e di preoccupazione per la salute pubblica parliamo di un autore italiano che ne ha davvero visto delle belle essendo vissuto durante la seconda guerra mondiale. Oggi parliamo di Italo Calvino, uno degli autori che più hanno sperimentato nuove vie conoscitive, narrative e stilistiche.

Talvolta apparentemente semplice, la sua prosa in realtà è densa di contenuti, anche quando approda alla rappresentazione favolistica. Italo Calvino nacque nel 1923 nell’isola di Cuba, dove il padre agronomo si era trasferito momentaneamente per motivi di lavoro.

Ancora giovanissimo, fu portato in Italia, precisamente a Sanremo, dove trascorse l’adolescenza e ultimo’ gli studi liceali. Si laureo’ in lettere a Torino dove conobbe Cesare Pavese che gli divenne amico e gli recensi’ il suo primo romanzo, Il sentiero dei nidi di ragno, uscito nel 1947. In seguito fece la conoscenza anche di Elio Vittorini, con cui collaboro’ a lungo. Nel 1949 pubblico’ il volume di racconti Ultimo viene il corvo, nel 1952 Il Visconte dimezzato, al quale seguiranno il Barone rampante e il cavaliere inesistente, che insieme formano la trilogia I Nostri antenati.

Nel 1956, a seguito dell’invasione dell`Ungheria delle truppe sovietiche divenne molto critico verso il Partito Comunista. Prosegui’ la sua intensa attività narrativa pubblicando nel 1955 i Racconti e nel 1963 La giornata di uno scrittore e il celebre Marcovaldo, una serie di racconti centrati intorno al tema della società urbana degradata, frutto del boom economico. Successivamente si trasferì a Parigi mantenendo comunque solidi legami con la cultura italiana.

Diede alle stampe opere caratterizzate da tematiche e forme stilistiche diverse, quali Le Cosmicomiche (1965), Ti con zero (1967), Le città invisibili (1972), Se una notte d’inverno un viaggiatore (1979) e Palomar (1983). Italo Calvino morì a Siena nel 1985. Sin dal suo esordio a soli ventiquattro anni, Calvino ha rivelato le sue notevoli capacità narrative.

Infatti con Il sentiero dei nidi di ragno ha saputo parlare della realtà italiana del dopoguerra con grande lucidità, anche se filtrando queste tematiche attraverso una favola.

Questo realismo favolistico, abile intreccio tra piano reale e piano fantastico, caratterizza anche Ultimo viene il corvo ; invece la vera e propria favola è utilizzata come rappresentazione simbolica della condizione moderna nella trilogia de I nostri antenati. Nelle opere successive, Calvino è andato elaborando una morale di vita lucida e raffinata, con l’ironia sulla società odierna s’intreccia con l’apologo e la descrizione grottesca. Durante la sua vita, grande è stato il suo contributo al dibattito culturale italiano del dopoguerra. Un uomo forte che ha amato veramente il nostro Paese.

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