L’arte della guerra come manuale di vita

di Manuel Di Pasquale.

Un libro che ha più di 2000 anni, ma che è attuale per qualsiasi epoca, qualsiasi situazione, qualsiasi momento della vita: L’Arte delle Guerra di Sun Tzu, mitologico generale cinese.

Lo scritto è un trattato diviso in tredici capitoli, ognuno dei quali composti da frasi che fungono da paragrafi che, prese singolarmente, sono di senso compiuto anche nel caso in cui venissero scollegate dal contesto originario.

Non è un’assurdità, infatti, far leggere questo libro a chi deve svolgere lavori nei quali sono richiesti ingegno, strategia e resistenza mentale: le massime contenute nell’opera sono consigli a 360 gradi.

L’opera, in special modo, ci aiuta a capire il conflitto più spinoso, eterno: quello interiore, che ognuno di noi vive ogni giorno. Tramite la conoscenza di noi stessi, la fiducia, l’amor proprio, possiamo imparare come vincere qualsiasi battaglia. Spesso siamo proprio noi il maggior ostacolo al successo, alla felicità, alla pace interiore.

La cautela, la perseveranza, lo studio, tutte quelle cose che richiedono tempo, che a volte irritano la pazienza, ma che nella realtà sono le più utili per raggiungere gli obiettivi che ci prefissiamo. Un buon piano, quindi, ha sempre bisogno di tempo. La fretta, tipica della nostra epoca, si rivela un male da abbattere.

Per comprendere di cosa stiamo parlando, nel dettaglio, riporto alcune frasi, con piccoli commenti personali:

  • Se sei capace, fingi incapacità; se sei attivo, fingi inattività.
  • Se sei inattivo mostra movimento, se sei attivo mostrati immobile
  • La strategia è la via del paradosso. Così, chi è abile, si mostri maldestro; chi è utile, si mostri inutile. Chi è affabile, si mostri scostante; chi è scostante, si mostri affabile.

Questi tre paragrafi ci dicono una cosa: parlare funziona più del fare. In una società che campa di apparenze, infatti, ottiene beffardamente più riconoscimenti chi ostenta azioni, mentre chi si impegna senza sbandierarlo ai quattro venti non vede riconosciuti i propri meriti. Non è un caso che generalmente chi mette in mostra eccessivamente il proprio operato, nella realtà, non faccia granché.

  • Con ordine, affronta il disordine; con calma, l’irruenza. Questo significa avere il controllo del cuore.
  • Il timore di un danno frena. L’azione logora. La prospettiva di un vantaggio incita.

Questi due paragrafi sono più introspettivi: il generale ci consiglia di guardare dentro noi stessi per fronteggiare le situazioni. Sono i sentimenti che devono guidarci alla vittoria, ma dobbiamo saperli tenere a bada, per non cadere in una trappola.

  • Si attacca con la forza frontale, ma si vince con quelle laterali.

Molto semplicemente: quando si guarda il successo si vede solo il risultato, ma c’è chi, erroneamente, non guarda tutto ciò cui ruota attorno, come sacrifici, preparazione, ore di lavoro, gavetta.

  • Chi, in cento battaglie riporta cento vittorie, non è il più abile in assoluto; al contrario, chi non dà nemmeno battaglia, e sottomette le truppe dell’avversario, è il più abile in assoluto.

La vittoria ci rende forti, ci aiuta a crescere. Difatti, chi riesce a superare diversi ostacoli può ritenersi vigoroso. Però, la vera forza la si dimostra quando non vi è bisogno di compiere quelle che appaiono come imprese agli occhi di tutti con la massima semplicità, per esperienza (assimilabile tramite quanto detto prima) o per doti naturali.

  • Si può sapere come vincere, senza necessariamente vincere.

I “se”, quelli che non hanno mai fatto la storia. Dopo una sconfitta, siamo (quasi) tutti bravi ad analizzare cosa è andato storto.

  • Conosci il nemico come conosci te stesso. Se fari così, anche in mezzo a cento battaglie non ti troverai mai in pericolo.

Non bisogna mai essere sprovveduti. La soluzione migliore, il più delle volte, è studiare un problema prima che questo si presenti, in modo da farci trovare pronti per affrontarlo.

  • Il conflitto è componente integrante della vita umana, si trova dentro di noi e intorno a noi.

Oltre alle sfide da fronteggiare con gli altri, abbiamo quelle interiori, contro noi stessi. Siamo, prima che in gara con il prossimo, in conflitto con il nostro io. È la pace interiore il più grande risultato da agguantare.

  • L’invincibilità sta nella difesa. La vulnerabilità sta nell’attacco. Se ti difendi sei più forte. Se attacchi sei più debole.

Paragrafo che ribalta il nostro proverbio “la miglior difesa è l’attacco”. Capita un po’ a tutti che, anche quando si ha ragione, si ecceda nei modi e quindi si lasci scoperto il fianco al nemico. In quel caso ci si trova a soccombere per l’irruenza, anche se si era nel giusto. In virtù di questo, è necessario aspettare prima un passo falso del nostro rivale.

  • La guerra si fonda sull’inganno.

Inutile da dire: per raggiungere l’obiettivo prefissato, a volte, bisogna fare carte false, altrimenti questo rimarrà irraggiungibile.

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