Gori, pensa ai tuoi cittadini!

di Leandro Castelli

L’epidemia ha messo il nostro paese in ginocchio, non solo dal punto di vista sanitario e politico, ma soprattutto economico, con continui battibecchi tra forze politiche e tra la nostra nazione e l’Unione Europea.

È difficile prevedere gli effetti economici sull’Italia in questo momento, perché non si sa quanto ancora durerà questa emergenza, quanta disponibilità economica abbiamo per recuperare e come iniziare di nuovo, con la paura che ci sia qualche Stato-avvoltoio che vuole mangiare sui resti nostri.

Complice di questa paura è una certa classe politica che sembra disinteressarsi, concentrando su problemi inesistenti prima e inutili ora, come il Sindaco di Bergamo, città messa in ginocchio dal Coronavirus, Giorgio Gori che, stamattina, in un post su Twitter ha scritto: “Nell’agricoltura italiana lavorano 400 mila lavoratori stranieri regolari, il 36% del totale, la maggior parte dei quali rumeni. Quest’anno non arriveranno.Chi raccoglierà gli ortaggi e la frutta?Servono almeno 200 mila lavoratori extracomunitari. Serve subito un decreto flussi.

Innanzitutto voglio ricordare a Giorgio Gori che invece di interessarsi al fare un decreto sui flussi, dovrebbe stare vicino ai sui cittadini che stanno perdendo parenti e amici nell’epidemia e, oltre a questo, in Italia c’è circa l’11% di disoccupazione e quelle persone vogliono lavorare con uno stipendio dignitoso, non come schiavi e quindi, se propio bisogna fare un decreto, lo deve essere fatto per aumentare gli stipendi di chi lavora “per raccogliere ortaggi e frutta” e assicurare a loro di essere in regola, non per far venire da paesi Esteri persone che vengono schiavizzate a pochi euro al giorno, abbassando dalla parte della retribuzione il costo del lavoro.


Sul post di Gori, per Giovani a Destra, è intervenuto il Federale di Gioventù Nazionale Bergamo Arrigo Tremaglia dicendo: “In questo momento dobbiamo essere tutti uniti per superare la tragedia sanitaria che l’Italia e Bergamo in particolare stanno vivendo. Certo è giusto anche porsi il problema dell’emergenza economica, ma la risposta non poteva essere prima e non può certo essere adesso quello di aumentare il flusso di immigrati, in un Paese che rischia di avere migliaia di persone che rimarranno senza un lavoro. Se ci saranno dei posti di lavoro disponibili nell’agricoltura, dovuti al minor numero di immigrati, sono sicuro che molti italiani, anche giovani, coglieranno questa opportunità.

Giorgio Gori è stato inopportuno nella sua uscita in questo periodo, perché i problemi attuali sono ben altri e non il gestire il flusso dei migranti, inoltre, le sue parole sono molto pericolose, perché, mentre una parte della politica nostrana è indignata per i pieni poteri concessi dal Parlamento Ungherese a Orban per affrontare l’emergenza da coronavirus, in nostro Presidente del Consiglio Giuseppe Conte sta lavorando nell’ultimo mese solo a colpi di decreti e se uno di questi in futuro è quello proposto da Giorgio Gori (Partito Democristiano n.d.r.) è un colpo basso alla democrazia tanto decantata dalla sinistra.

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