Bergamo non molla

di Arrigo Tremaglia.

8.803 casi accertati, 2.060 decessi di persone ammalate. Questi sono i numeri, freddi e terribili, della pandemia di Covid-19 nella bergamasca. “La punta dell’iceberg”, sentiamo dire da giorni, perché i casi sono molti, molti di più. Perché nella Provincia di Bergamo, i decessi in più rispetto alla media degli ultimi anni di marzo sono 4.500.

Dietro a questi dati, ci sono persone, storie, famiglie, affetti, vite più o meno giovani, spezzate dal virus.

Abbiamo visto tutti l’interminabile serie di necrologi pubblicati su L’Eco di Bergamo. Una vecchia tradizione del giornale, quella di pubblicare i saluti ai propri cari, che si è trasformata in un bollettino di guerra.

Abbiamo visto tutti le colonne di camion militari portare via quegli stessi cari a cui non abbiamo potuto dare l’ultimo addio, perché il Cimitero della Città era saturo.

Immagini che rimarranno impresse nella memoria della nostra Terra, come una cicatrice che non andrà mai più via. Come non andrà mai via dalle menti delle famiglie il sorriso di chi è andato avanti per colpa di questo male infame, che colpisce più duramente le persone più deboli. Ma tiene duro Bergamo.

Non siamo abituati a piangerci addosso, non siamo abituati ad arrenderci e ad abbandonarci alla disperazione.

Non ci sentirete urlare, non ci vedrete scoppiare in pianti convulsi. Non perché insensibili o disinteressati, ma semplicemente perché siamo fatti così. Una dignitosa compostezza pervade questa terra, dalle cime delle Valli ai campi della Pianura. I nostri medici combattono al fronte, tutti gli altri cercano di aiutarli, stando a casa.

Sale un groppo alla gola, ed un tricolore gigantesco pende da un palazzo nel cuore delle nostre Mura, colorando la Fortezza della Città. Un silenzio irreale avvolge le strade un tempo piene e frenetiche. Questo silenzio parla, più di mille lamenti.

Se un viandante passasse oggi a Bergamo la troverebbe così terribilmente bella, composta, vuota e silenziosa, ma se chiudendo gli occhi prestasse un poco più di attenzione, sentirebbe nel silenzio un sussurro, lieve, ma chiaro: noi non molliamo.

Share This:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *