“Stiamo vivendo la visione del mondo dei conservatori”. Intervista a Francesco Giubilei.

di Nicholas Pellegrini.

1. Che voto daresti al Governo Conte nella gestione dell’emergenza Covid-19? Pensi abbia fatto errori? 

È necessario dividere il piano sanitario da quello politico ed economico. Purtroppo continuano a esserci molti morti, cresce il numero delle persone contagiate, quindi è evidente necessità di tenere divisi i due piani. Dopodiché, se va fatta un’analisi di quelle che sono state le decisioni intraprese dal governo Conte, è chiaro che nel momento in cui l’emergenza sanitaria – che speriamo finisca il prima possibile – terminerà, sarà necessario fare delle considerazioni e valutazioni su quali siamo state, in particolare nella fase iniziale, le risposte date da parte del governo. Va senza dubbio constatata una comunicazione molto caotica. Per esempio, il caso delle autocertificazioni mostra chiaramente come vi sia una comunicazione confusionaria, dopodiché il tema maggiore è legato a quelle che saranno le scelte economiche. Nel primo decreto Cura Italia, i 25 miliardi messi a disposizione sono una cifra insufficiente per rispondere a quelle che saranno purtroppo le conseguenze economiche del Coronavirus: Confindustria ha stimato che ci sarà una perdita di più di 100 miliardi di euro per l’economia italiana. Se poi si entra nel merito è evidente che vi siano anche degli errori nelle modalità con cui gli aiuti economici vengono divisi. Penso in particolare ai famosi 600 euro per autonomi e partite IVA. Purtroppo le conseguenze di questa crisi saranno sia a breve che a medio-lungo termine. Il breve termine rischia di mostrare i suoi effetti già nelle prossime settimane, come emerge da un documento dell’intelligence. Forti rischi per la sicurezza in particolare nel meridione, perché è evidente che laddove il lavoro in nero è molto diffuso vi siano già nel breve termine delle persone che non hanno più soldi e, di conseguenza, la capacità economica di fare anche solo la spesa; però a ciò si aggiunge una conseguenza nel medio-lungo termine per le imprese e per le aziende. È chiaro che ci saranno delle ricadute non solo di carattere economico, ma anche sociale, quindi si perderanno posti di lavoro, e molte persone rimarranno disoccupate, se il governo non riuscirà a dare delle risposte in termini di risorse sia quantitativi che qualitativi. 

2. All’emergenza sanitaria segue subito dopo quella economica; qual è la mossa più giusta da fare e da attuare subito secondo te? 

L’emergenza di carattere economico secondo me avrà ripercussioni che dureranno anni. In una situazione eccezionale servono delle risposte eccezionali. Il problema dell’Italia è che è imbrigliata in quelle che sono delle regole imposte dall’Unione Europea, che noi abbiamo a suo tempo accettato, inoltre abbiamo anche un debito pubblico molto alto e questo fa sì che non abbiamo la possibilità di utilizzare tutte quelle risorse che sono necessarie per cercare di dare risposte concrete ai cittadini. È chiaro che si stia attuando in Europa una sfida di carattere non solo economico, ma anche politico, perché si sta creando una profonda spaccatura tra Paesi del sud e del nord Europa. I Paesi del sud chiedono la possibilità di fare debito e la possibilità di Corona Bond, cosa che non viene accettata dai paesi del nord che richiedono, come Olanda, Germania, Finlandia, la possibilità di accedere al Mes.

3. Ora come non mai, l’Ue trema. Si stanno secondo te creando scenari “pericolosi” che porteranno a grossi cambiamenti all’interno dell’Unione?

Senza dubbio questa crisi avrà delle conseguenze sull’Unione Europea. Quella data dall’Ue è stata una risposta completamente sbagliata: ricordiamo il discorso di Christine Lagarde che passerà alla storia come il discorso che ha determinato il crollo della Borsa di Milano (-16 %), per non parlare del muro verso richieste del Governo italiano, ma in generale verso gli italiani, tant’è che addirittura Mattarella è intervenuto per chiedere alla BCE di cercare di dare un aiuto eccezionale. Il fatto che L’Unione Europea si sia presa quindici giorni per pensare a quali risposte dare mentre il virus divampava in tutta Europea, causando milioni di morti, in realtà sancisce già il suo fallimento, se non la sua inutilità. È chiaro ed evidente che le risposte maggiori siano state date dagli stati nazionali, e anche chi ha una visione pro Unione Europea si stia ricredendo, rivalutando il ruolo degli stati nazionali, una visione del mondo promossa dai conservatori. Cosa dicono i conservatori? I conservatori favoriscono il patriottismo, che gli italiani stanno riscoprendo attraverso l’inno, attraverso le bandiere esposte, favoriscono un rapporto tra la nazione e la religione. A questo proposito abbiamo visto Papa Francesco impartire una benedizione che ha colpito non solo i credenti, ma tutti i cittadini, proprio perché c’è una componente spirituale che fa parte dell’animo umano che i conservatori riconoscono, in un momento dove il pensiero spirituale è più forte di quello materialista o razionale; stiamo quindi vivendo sostanzialmente quella che è la visione del mondo dei conservatori.

4. Conte a muso duro contro l’Ue, non firma la bozza, un atteggiamento da definire “sovranista”. Cosa ne pensi? In una tua diretta Facebook di ieri parli di “cercare di erodere elettorato al centro destra”. Cosa ha in mente il premier secondo te?

L’atteggiamento di Conte deriva da una serie di motivazioni, anzitutto il fatto di essersi reso conto che la maggioranza degli italiani, a prescindere da quello che è il loro credo politico, è contrariata, se non arrabbiata dalla risposta dell’Unione, quindi avendo percepito ciò si allinea a quello che è il sentire popolare italiano. Non dobbiamo dimenticare che siamo un paese fondatore, e la terza nazione all’interno dell’Unione per numero di abitanti, seconda per la manifattura; va ricordato il peso che ha l’Italia all’interno dell’Unione Europea. Dall’altro lato c’è anche l’intervento di Draghi, che ha un peso forte: nel momento in cui Draghi fa un intervento sul “Financial Times” e dice che è necessario fare più debito, è chiaro che una testimonianza dell’ex presidente della BCE, oltre a fare nascere speculazioni su un possibile governo Draghi (possibile), dà a Conte la possibilità di alzare la posta. Esiste anche un fatto di politica interna, perché dal momento che Conte assume una posizione anti Ue, ma al tempo stesso mantiene un comportamento istituzionale nel modo e nella forma, riesce a mantenere il suo elettorato di sostegno, ma anche ad aprirsi a un elettorato che fino a ora votava i partiti sovranisti. I sondaggi, nonostante il valore che hanno visto la situazione, danno il PD in crescita e la Lega in calo, proprio perché il PD mantiene una posizione istituzionale ma allo stesso tempo critica verso l’Ue. 

5. Da giorni si parla di un governo nazionale con a guida Draghi, tutto questo dopo la lettera al “Financial Times”. Qual è la tua opinione? È davvero la soluzione migliore? 

Per quel che riguarda il governo Draghi, essendo ancora fantapolitica, non credo sia necessario entrare nel merito; quello che raccomando al centrodestra è attenzione a non spaccarsi, a non dividersi, cosa che stava avvenendo, perché così si fa il gioco della sinistra. Dal momento che la Lega e Salvini sarebbero favorevoli a un esecutivo Draghi, Fratelli d’Italia si dimostra contraria e Forza Italia favorevole, si crea una spaccatura che rischia di favorire la sinistra, quindi bisogna stare attenti. Non stiamo parlando di qualcosa di concreto, lo potrebbe diventare, ma non dimentichiamoci anche che Draghi è una figura che potrebbe andare bene come presidente della Repubblica, e lui questo lo sa. 

Cambiamo un attimo argomento e parliamo di libri.

6. È un momento molto difficile anche per l’editoria, nonostante tutto ti abbiamo visto protagonista di una bellissima iniziativa, donando 100 libri a 5 ospedali italiani. Ti fa tanto onore. Qual è la situazione editoriale italiana? Stai scrivendo un libro? Riesci a darci qualche anticipazione? 

La situazione per l’editoria italiana è abbastanza complicata, come per tanti altri settori, oltre al fatto che non si possono vendere libri perché le librerie sono chiuse; ritengo che debbano essere riaperte, andrebbero riaperte per lo meno al librario, per poter spedire eventuali ordini ai propri clienti. Gli editori sono in difficoltà, non possono uscire con le novità, proprio perché la distribuzione è ferma, inoltre Amazon non ritiene prioritaria la vendita di libri, quindi ciò determina che nel momento in cui Amazon finisce la disponibilità di un libro nel proprio magazzino, non riordina all’editore il prodotto.

Io sto preparando alcuni lavori, uno era previsto in uscita questa primavera, e un altro magari in autunno, ma capiremo meglio nei prossimi mesi gli sviluppi.

7. Come editore e amante della lettura, te la senti di consigliare un libro agli italiani che in questi giorni sono chiusi a casa? 

Il primo consiglio è di leggere, abbiamo la possibilità di capitalizzare questo tempo a casa, informandoci, studiando, leggendo, facendo qualcosa di produttivo che non è solo intrattenimento ma anche un metodo di accrescimento personale. Visto il target di questo sito, consiglio la lettura di Conservatism. An invitation to the great tradition di Roger Scruton, ma anche l’ultimo volumetto sul conservatorismo di Russel Kirk.

Per chi invece vuole evadere con la mente e andare alla scoperta del mondo, c’è un libro molto bello, L’invenzione della Natura di Andrea Wulf, che racconta la vita e le avventure di Alexander Von Humboldt, che è il più grande esploratore della storia, anche se non è abbastanza conosciuto e valorizzato nel nostro Paese; è un libro che racconta in forma biografica la storia della sua vita e del rapporto uomo-natura. Visto il periodo che stiamo attraversando, per una lettura un po’ più impegnativa dal punto di vista letterario, consiglio La casa della vita di Mario Praz, e una lettura per tutti gli amanti dei libri è Il catalogo dei libri naufragati di Edward Wilson Lee, che racconta la vita del figlio di Cristoforo Colombo e la ricerca di una biblioteca universale.

8. Nel Comune di Parma del sindaco Pizzarotti, per fare domanda per i buoni pasto dovevi dichiarare di essere antifascista (poi è stato cancellato). Cosa ne pensi? È ancora necessario nel 2020 tutto ciò?

Credo che non solo non sia necessario ma sia sbagliato in particolare in un momento difficile come quello che sta vivendo il nostro paese. In questi episodi mi sembra di riscontrare ciò che Pasolini, non certo un intellettuale di destra, definiva il “fascismo degli antifascisti”. Mi chiedo quale sia il motivo per inserire una simile richiesta mentre muoiono ogni giorno centinaia di persona e ci sono intere famiglie che hanno difficoltà a comprare da mangiare per i propri figli. Purtroppo temo che una motivazione ci sia e sia di carattere ideologico. Anche se Pizzarotti ha parlato di un errore, in realtà la questione è ben più profonda di una semplice svista amministrativa e testimonia una pervasività del fattore ideologico nel modus operandi e nella mentalità di chi gestisce la macchina amministrativa di molti comuni italiani, in particolare in Emilia Romagna. Il solo fatto di poter pensare di adottare una misura del genere mentre ci sono persone che hanno perso il lavoro e non sanno come arrivare alla fine del mese, è sintomatico di un’insensibilità che porta a identificare una parte degli italiani, ancor prima che come esseri umani e persone in un momento di fragilità e bisognose d’aiuto, come nemici da odiare. Lo stesso odio che dicono di voler combattere.

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