Restiamo a casa, ma fino a quando?

Di Giorgio Spina

È strana la situazione che stiamo vivendo, mai nessuno avrebbe, forse, immaginato che fossimo arrivati a tanto.

Mezzi militari che trasportano corpi che non si sa più dove seppellire, ambulanze che sfrecciano, negozi chiusi, strade deserte, cittadini barricati nelle loro abitazioni come dei veri e propri “reclusi” e quei pochi che si spostano per comprovate esigenze sono “sorvegliati speciali”.

Una situazione surreale , certo, ma della quale bisogna prendere coscienza ed imparare ad affrontarla.

Fa sicuramente bene essere ottimisti per lo straordinario  lavoro di medici, scienziati e per l’estrema rapidità con la quale, rispetto agli standard, dovrebbe arrivare il vaccino ma, purtroppo,  ciò non basta, in quanto persistono numerosi interrogativi, che sono i seguenti:

Si potrà rimanere in “blocco” fino all’arrivo del vaccino? Potremo rimanere a casa fino a quando i nuovi contagiati giornalieri saranno esigui, se non nulli? Sarà in grado lo Stato di sostenere, principalmente sotto l’aspetto economico-sociale, tutti coloro che sono fermi per decreto e che quindi non stanno potendo produrre reddito? E coloro che non lo producevano da prima dell’emergenza? Le attività produttive avranno la forza per ripartire quando questa emergenza sarà finita? 

Gli interrogativi fin qui posti sono cinque e, potrà sembrare strano, ma una risposta secca c’è ed è uguale per tutti i quesiti, la risposta è NO! Può sembrare pessimista come risposta, ma è pura realtà.

Siamo in “blocco” (e si dice blocco, non lockdown, perche siamo in Italia e fino a prova contrario si parla l’italiano) già da più di un mese e pensare che ciò si possa protrarre ancora a lungo è utopistico oltre che triste. Al momento non c’è da soffermarsi su come sia stata gestita e si stia gestendo questa emergenza, questo si farà dopo, ciò che va detto è che queste misure hanno già prodotto e stanno producendo  i loro risultati, infatti si chiamano misure di contenimento ed il virus l’hanno contenuto, ma non possono sconfiggerlo.

Controlli di Polizia

Qualcuno potrà sicuramente ritenere subdole queste righe, in quanto non si sia parlato dei numerosissimi connazionali che non ce l’hanno fatta e di coloro che stanno lottando, ma l’intento non è assolutamente quello di sminuire la malattia e le tragicità che questa ci ha dato, sia chiaro! 

Oltre che i contagi, però, bisogna contenere anche la psicosi che si è venuta a creare, bisogna tenere bene a mente che non ci si ammala e non si muore soltanto di Covid-19, ma ci si ammala e si muore anche di depressione, di esaurimento nervoso, di FAME, insomma l’elenco è lungo e non è necessario farlo tutto!

Il nuovo imperativo deve essere ed è il seguente: RIPARTIRE!!!

Certo, ripartire con tutte le cautele, con tutte le precauzioni ma bisogna ripartire, altrimenti rischieremo di rimanere fermi per sempre e, consentitemi, una Nazione come l’Italia non si può permettere tutto ciò!

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