Quando anzianità è sinonimo di esperienza

di Luca Palmegiani.

Ieri sera, nella trasmissione di Giovanni Floris, DiMartedì, è intevenuto telefonicamente il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi.
Il Cav ci ha abituato nella sua storia ad interventi telefonici pittoreschi, fini, molto taglienti e spesso fondati su lunghi monologhi in cui venivano accusati un po’ tutti gli avversari e rivendicate le sue azioni e “battaglie”. Non questa volta.
Ieri la telefonata del Presidente Berlusconi è stato semplicemente un richiamo a chiunque ruota attorno al mondo della politica italiana.
Ha rincarato la dose nella sua lettera pubblicata su “Il Giornale” del direttore Sallusti.

Ha mandato un messaggio ai suoi alleati, accusati di aver rincarato troppo la dose in un momento in cui serve unità per combattere il mostro Covid-19 e che sta seriamente mettendo in difficoltà il Bel Paese. Li ha “ammoniti” per aver troppo spesso esagerato nella diffusione di notizie non corrispondenti sempre alla realtà, suscitando un eccessivo sentimento antieuropeo.

Ha mandato un messaggio al Premier Conte, invitandolo ad accettare i 36 miliardi previsti dal MES, privi di vincoli e/o clausole. In un momento come questo, con l’intero sistema economico vacillante e una previsione di perdita di ben 9 punti percentuali di PIL, servono soldi, tutti i soldi possibili che si riescono a trovare. Vanno evitate quindi soluzioni solitarie e troppo ideologizzate.

Ha mandato un messaggio alla maggioranza, accusandola di star intraprendendo un percorso sbagliato, quello dell’ulteriore tassazione. Il Partito Democratico (ma in generale tutta la sinistra) nelle ultime ore ha ritrovata la mai doma passione per l’aumento delle imposte nei confronti dei cittadini. Sbagliato, serve aumentare la liquidità, non proporre l’ennesimo prelievo fiscale. Ma soprattutto invitandola ad essere maggiormente propensa ad ascoltate le proposte dell’opposizione e di non continuare con questa finta sordità verso la controparte politica.

Ha mandato un messaggio al suo partito, responsabili sì ma non alleati. Forza Italia si era ancora una volta divisa tra chi guardava a Conte e a chi invece preferiva senza indugi la linea Meloni-Salvini. Il magistrale intervento di Berlusconi ha ricompattato come sempre gli azzurri intorno alla sua figura. Forza Italia ha una sua ben distinta identità, all’interno del Partito Popolare Europeo sta facendo di tutto per aiutare il proprio paese e non crede che fare “muro contro muro” sia, ad oggi, la migliore soluzione per l’Italia. Ben venga una collaborazione per uscire dalla crisi, ma l’unica soluzione politica per questo paese è un governo che rappresenti effettivamente il popolo italiano.

Ha mandato un messaggio all’Europa, colpevole d’essersi svegliata tardi ma chiamata ad una risposta seria ed efficace che possa superare le avversità e l’ostilità di paesi come l’Olanda, non molto propensa all’aiuto nei confronti dello stato italiano.

Ecco, ieri da Floris e oggi su “Il Giornale”, Silvio Berlusconi all’età di 83 anni ha dato ancora una volta una lezione di Politica a tutti. Di errori ne avrà fatti e magari pure tanti, ma questo non cancella l’enorme esperienza di un uomo in grado di governare per 4 volte l’Italia e di aver guidato l’esecutivo più lungo della storia repubblicana.
Ieri Silvio Berlusconi ha dato una lezione di stile ad una politica ancora troppo impegnata nelle sue battaglie ideologiche e ancora troppo lontana dal suo reale compito, aiutare il paese e combattere questa guerra al fianco dei cittadini esclusivamente nell’interesse della collettività.
Quando l’anzianità significa esperienza … chapeau.

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