Il Bocolo di San Marco: la festa del 25 aprile

di Franz Camillo Ravazzi Bertagnolli


Il giorno della festa del patrono di Venezia, l’evangelista Marco, i Veneziani seguono da secoli una tradizione: regalano alla moglie o alla fidanzata un bocciolo di rosa rossa (in dialetto veneziano bòcolo).


Le origini di questa usanza per la Festa di San Marco a Venezia sono antichissime, perché legate all’inizio della storia della città di Venezia.
Narra infatti la leggenda che, nella seconda metà del IX secolo, la figlia del Doge Orso I Partecipazio, Maria (detta Vulcana perché aveva i capelli di un rosso fiammeggiante), amava ricambiata un giovane di umili origini, un certo Tancredi. Il Doge di Venezia non avrebbe ovviamente approvato la loro unione, così la fanciulla consigliò all’amato di andare a combattere contro i musulmani per ottenere la gloria necessaria per aspirare alla sua mano. Il giovane si distinse valorosamente in guerra ma fu ferito mortalmente in un roseto.


Prima di morire però affidò all’amico Orlando un bocciolo tinto col il rosso del suo sangue perché lo consegnasse alla sua amata come estremo pegno d’amore. Il 25 aprile, il giorno dopo aver ricevuto da Orlando il messaggio d’amore dell’innamorato, Maria fu trovata morta nel suo letto con il bocciolo sul petto.
Da allora, il 25 aprile la tradizione vuole che lo stesso omaggio sia ripetuto dai veneziani perché ognuno di essi possa esprimere i propri sentimenti alla persona amata.

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