L’Alienazione Genitoriale in fase di separazione e divorzio

di Antonella Di Marsico

La PAS (Parental Alienation Syndrome), comunemente chiamata alienazione genitoriale, è una grave forma di abuso e pressioni psicologiche sul minore, in fase di conflitto fra i genitori.


La PAS è stata individuata dallo psichiatra statunitense Richard Gardner, negli anni ‘80, il quale affermava che l’alienazione parentale è un disturbo inserito quasi esclusivamente nelle controversie per la custodia dei figli.
In questo disturbo, il genitore alienatore attiva un programma di denigrazione nei confronti del genitore alienato. Non si tratta di un semplice lavaggio di cervello bensì di una vera e propria “campagna di denigrazione”.

I principali sintomi di questa patologia sono:
DENIGRAZIONE (partecipazione attiva nel denigrare l’altro genitore, senza rimproveri dal genitore alienato)
FALSE ACCUSE (frasi denigratorie mai pronunciate, episodi di violenza mai esistiti)
DIFESA (difesa del genitore alienante, senza sensi di colpa nei confronti del genitore alienato)
COMPORTAMENTI SPREGEVOLI (astio e odio nei confronti del genitore denigrato.)

Questi sono alcuni dei sintomi fondamentali di questa sindrome, che colpisce per lo più bambini dall’età dai 6 ai 12 anni.
Secondo Gardner, il bambino acquisisce un nuovo linguaggio dal genitore alienante e riscontra in lui la figura del genitore modello.
Quando il minore viene forzato nell’incontrare il genitore alienato, in lui si possono scatenare episodi di forte aggressività e, in alcuni casi, anche di suicidio.
Questa patologia, oltre ad essere dannosa per la salute dei minori, comporta anche dei cambiamenti nel carattere (o comportamento) dei genitori.
Il genitore alienante si distingue per la sua freddezza, spesso è vulnerabile, ossessivo e immaturo, mentre il genitore alienato, spesso, è quello più sensibile e più presente sul piano educativo; quasi sempre acconsente e accetta la situazione di alienazione per paura.


Questa patologia, che spesso viene riscontrata nelle fasi di separazione e divorzio, è spesso utilizzata come “arma” per sottrarre i figli all’altro coniuge.
Nella maggior parte dei casi la figura del genitore alienante corrisponde a quella materna, che nei tribunali italiani è quasi sempre iper-protetta.
Ad oggi la PAS non è riconosciuta dalla Cassazione e non ha validità scientifica, anche se si riscontrano in tal senso aperture di alcuni Tribunali, come quello di Roma. In ogni caso, la sindrome è comunque oggetto di scontro fra medici, psicologi, neuropsichiatri infantili e giudici. Sarebbe auspicabile nella fase di separazione e divorzio una fondamentale collaborazione tra psichiatri, avvocati e giudici, al fine di limitare i danni di questa patologia.

Al riguardo, l’ascolto del minore in questi casi è fondamentale e non deve essere sottovaluto dagli assistenti sociali. Sarebbe pertanto necessario riformare la normativa di ascolto del minore all’interno del procedimento di separazione e divorzio, al fine di evitare in futuro frasi del tipo: “non voglio vedere mai più papà, lui è violento”.

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