Il Superfreebooter, sudante a freddo, plagio del ferro

di Manuel Di Pasquale.

Il vecchio detto dice “il lupo perde il pelo ma non il vizio”. Vecchio detto, appunto, perché nella modernità tutto avanza, così anche un modo di dire si evolve. Ed anche il Superuovo, nota pagina Facebook.

La pagina un tempo era nota per portare “meme culturali”. Cultura vera o meno, non sono io a giudicarla, visto che la maggior parte di ciò che si fa passare per alto livello, al giorno d’oggi, in maggior misura sui social, riguarda un sapere spicciolo. Nulla di personale, sia chiaro, ma è la verità. Per fare altri esempi e parlare anche di altre pagine, in quest’epoca si è riusciti a far passare per fini pensatori persino chi ha avuto il semplice merito di condividere screen di “mamme pancine” allegando qualche frasetta scartata dai Baci Perugina.

È difficile rimanere sulla cresta dell’onda, ma soprattutto è difficile sfornare materiale nuovo ed innovativo. Ecco che, quindi, la pagina è costretta a “freebootare”, scaricare e ricaricare contenuti di altri spacciandoli per propri, specialmente nell’ultimo anno.

Si inizia con i meme: alcune pagine che segnalano questi misfatti, ad un certo punto, sono costrette ad arrendersi per il troppo lavoro, poiché per vedere qualcosa di veramente originale, forse, per dirla alla Noaro, bisogna aspettare le “calende egizie”. Effettivamente, immagini che non riguardano il classico e perpetuo “Dante sudante su Dante sudante” avevano destato troppi dubbi.

Oltre ai meme, il Superuovo ha un blog. Sì, come noi, solo che a noi non frega un cazzo di apparire come dei moderni Nietzsche.

Nel loro blog sono spesso riportati articoli filosofici, a volte correlati e analizzati insieme a film e serie tv, cercando di inserire pensieri del passato per spiegare queste “opere pop”. Dico la verità: l’idea è carina.

Il problema, però, è che ciò che pubblichi, anche in questo caso, deve essere originale. Ieri Riccardo Del Ferro, filosofo, ha pubblicato un video in cui mostra di essere stato vittima di plagio proprio dal sito precedentemente citato. In particolare, alcuni suoi capitoli del libro “Spinoza e Pop Corn” sono stati copiati – male – e fatti diventare articoli, quest’ultimi prontamente cancellati dopo che lo sputtanamento ha avuto atto.

Per inciso ho scritto male perché, come fatto notare da Dal Ferro, sembra il classico tema scopiazzato delle superiori: in alcuni punti sono state cambiate delle parole e sostituite da sinonimi, in altri invece sono stati stravolti degli esempi, forse come tentativo di mascherarli e riadattarli, con frasi riportate a metà e prive di significato. Paragonabile al Ratto delle Sabine, a quello di Proserpina, ma anche a quello di Ganimede, Europa, Polissena e tutti gli altri nomi che mi suggerisce Wikipedia.

Inutile dire che sulla pagina Facebook si è prontamente scatenata la “shitstorm”, con Pierluigi Grieco, il fondatore del Superuovo, costretto a giustificarsi. A sua detta il collaboratore è stato cacciato dalla redazione. Secondo i commentatori, d’altro canto, può essere lo stesso Grieco ad aver commesso il misfatto, poiché l’autore di questi due articoli, tal Fabrizio Giovanardi, è introvabile sui social. Potrebbe aver cancellato gli account per evitare la shitstorm anche lui, come potrebbe anche non esistere realmente.

Nei commenti qualcuno, ricollegandoci a quanto detto nel precedente paragrafo, “anche simpaticamente“, ha alluso ad un Grieco con sombrero e maracas, modalità incognita messicana. Sbagliato: più probabile con la maschera di Zorro e i balletti per disorientare e stendere i nemici, come Celentano in Adrian.

Posso provare a suggerire qualche idea veramente innovativa? La prossima volta provate con un’analogia tra Zenone e la lentezza del mio modem, oppure tra il buio della notte e la sorca pelosa della Fenech.

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