Coronavirus, detenuti e mafiosi a casa: perché nessuno ne parla?

di Giorgio Spina

Si aprono le porte delle carceri per i detenuti, anche per quelli condannati per mafia.
Surreale la situazione che in Italia e nel mondo si sta vivendo a causa di questo maledetto Covid-19 ma l’Italia, nel bene o nel male, deve sempre distinguersi dalle altre nazioni, altrimenti non c’è gusto.


Questa volta, purtroppo come tante altre, si distingue nel male, perché a causa della pandemia che tutti stiamo vivendo si è deciso di “recludere” l’intero Popolo italiano e di mettere in libertà molti di coloro che, invece, “dovrebbero” realmente stare dietro le sbarre.


Quanto scritto sopra potrà apparire, agli occhi dei lettori, uno “scherzo”, ma non lo è affatto, il pesce d’aprile è già passato da qualche settimana.
Il primo detenuto, boss della ‘ndrangheta (condannato nel 2018 a ben 14 anni e sei mesi di reclusione), ad usufruire di queste “libertà” è stato Vincenzo Iannazzo, per lui la scorsa settimana si sono aperte le “sbarre” dentro le quali viveva, in quanto gli è stata concessa la detenzione domiciliare. Ma c’è di più, c’è di peggio!
Ieri, infatti, è stata la volta di Francesco Bonura, ex capomafia di Palermo e valoroso “colonnello” di Bernardo Provenzano, condannato in via definitiva, nel 2012, per associazione mafiosa ed estorsione, a ben 18 anni ed 8 mesi di reclusione.


Al Bonura il giudice di sorveglianza ha concesso la detenzione domiciliare, secondo quanto emerge da “L’Espresso di Repubblica”, sottolineando quanto segue: “siffatta situazione facoltizza “ il magistrato “ a provvedere con urgenza al differimento dell’esecuzione della pena”. Inoltre, sempre da quanto emerge da “L’Espresso di Repubblica”, escludendo il pericolo di fuga, lo stesso magistrato lo ha posto ai domiciliari presso la sua abitazione di Palermo, prescrivendogli che “non potrà incontrare, senza alcuna ragione, pregiudicati” e inoltre “lo autorizza” ad uscire da casa, ogni volta che occorrerà “per motivi di salute” anche dei familiari.
Il colmo dei colmi, gli italiani onesti non possono uscire delle proprie case ed i mafiosi, oltre a poter uscire dalle carceri, in alcuni casi possono anche uscire da casa. Una vergogna!
Tra decreti “cura Italia” e varie circolari del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria si era intuito che ci fosse l’intento di “preservare” la salute dei detenuti, ma non si poteva certo immaginare che si fosse arrivati a provvedimenti scandalosi come questi.
Giorni del genere sono davvero tristi, un pensiero va a Paolo Borsellino, Giovanni Falcone, Pippo Fava, Boris Giuliano ed a tutte le Vittime di mafia che, in giorni come questi, vengono nuovamente assassinati. Scusate se siete nati, se avete lavorato e se siete morti per uno stato che non vi ha meritato e continua a non meritarVi, offendendo così la Vostra Memoria.
Una scusa va anche a quegli Eroi che sono ancora in vita, coloro che indossano una Divisa, la maggior parte della Magistratura che, ogni giorno, con le loro azioni combattono la criminalità.

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