Come Conte viaggia tra l’essere un Robespierre ed un Facta

Di Paolo Muttoni

il 26 aprile è arrivato l’ennesimo Dpcm (decreto del presidente del consiglio) con cui il governo ha deciso di prolungare un semi-lockdown, senza dare una data certa di ritorno alla libertà.

“Così il governo calpesta la Costituzione” sono le parole utilizzate da Renzi per definire l’ultima decisione di Conte (peccato che lui faccia parte della maggioranza, ma va bè).

Tuttavia, nella sostanza ha ragione, non è più possibile che il presidente del consiglio governi e limiti le nostre libertà costituzionale attraverso degli atti che scavalcano il parlamento, lui in cui si dovrebbe fare la democrazia, e che invece negli ultimi mesi è diventata sede in cui il governo “informa” il parlamento, con quest’ultimo che da febbraio ha votato solo il decreto cura Italia.

Ancora più scandaloso è l’atteggiamento di Conte, e le sue orrende (va detto) conferenze stampa, che creano solo terrorismo psicologico ed in cui non si capisce niente.

Prendiamo l’ultima conferenza stampa, in cui ha toccato il fondo. Furbamente, poi lui dice che “non cerca consenso”, l’ha annunciata come la conferenza in cui spiegava la fase 2. Quindi, milioni di italiani erano incollati per vedere se potevamo tornare alla nostra “pseudo normalità”. Invece, ci siamo trovati prima un pippone in cui Conte ci spiegava quanto bravo è stato ad aiutare gli imprenditori e quanto bravo è stato a trattare l’Europa, per poi (quando tutti erano morti) dirci che la fase 2 non esiste, ma è solo una fase 1 in cui può andare a correre e vedere i “congiunti”

Esempio chiaro. Mettiamo che tutto ciò che Conte ha fatto dal 21 febbraio ad oggi (Decreti, dichiarazioni, conferenze, toni) lo avesse Salvini alla guida dell’ipotetico governo nato ad ottobre 2019, o lo avesse fatto Berlusconi nel 2011. Come minimo, ogni giorno avevamo un titolo di Repubblica della seria “Salvini il deposta” alla peggio ci trovavamo i caschi blu nelle strade di Milano o Roma.

Ma siccome noi alla testa del nostro governo abbiamo l’elevato, il supremo, il nobile intelligente, il sommo pontefice, l’uomo della virtù, lo statista che “De Gasperi spostati”. No, giacché abbiamo lui (mi verrebbe da dire LVI vista la situazione, ma va bè) non si può commentare, non si può criticare ma solo ammirare in tutta la sua maestosità e dire “quanto bravo ed umano è il nostro premier che ci consente di andare a correre ed andare a vedere i nostri chiari e di come l’Europa metta in campo interventi poderosi”.

La massa popolare non ha il diritto di criticare. Le opposizioni? Non possono criticare, devono solo accettare. E se fanno mezza critica? Sono fasciste, irresponsabile, nazionalfascisti ed ovviamente Sciacalli.

Un clima di costituzione sospesa.

I giornalisti? Guai se fanno domande scomode. Se le fanno? Conte risponde “quando lei avrà responsabilità di governo mi dirà”. Bene.

Sua maestà (ormai è il nome più adatto) parlò di ora più buia, citando Churchill, ed effettivamente ebbe ragione. Questo periodo finirà sui libri di storia. Tuttavia, l’infallibile, sbaglia il politico di paragone.

Conte non ha neanche una gocciolina di sudore dell’ex premier inglese (anche perché uno ha vinto una guerra contro una dittatura, l’altro deve vincere il virus propagatosi a causa di una dittatura).

Sua maestà assomiglia a due soggetti storici diversissimi tra loro, ma che insieme racchiudono quella che è l’anima di Conte ed il periodo storico presente e futuro che viviamo/vivremo.

Il primo metro di paragone è con Robespierre. Tiranno che governò la Francia dal ’93 al ’94 attraverso il “comitato di salute pubblica” mentre Conte governa l’Italia da mesi dal “comitato tecnico scientifico” e dalle altre decine di task force create dal nostro esecutivo (quando sarebbe bastato un gabinetto di guerra).

Quindi, il piglio autoritario e narcisistico del nostro premier.

L’altro filo storico è con Luigi Facta. Uno degli uomini politici più deboli della nostra storia, che di fatto consegnò il paese a Mussolini. A dimostrazione di tutta la debolezza politica di Conte ed il suo governo, che ricordiamo essere ancora in piedi perché c’è il coronavirus.

Ma l’altra somiglianza con Facta è il periodo storico. Conte sta giocando con il fuoco, le chiusure senza adeguate tutele economiche agli imprenditori e commercianti rischiano di creare una rabbia sociale di persone che veramente rischiano di non sapere più mettere insieme il pranzo e la cena.

Se veramente continua di questo passo, gli stessi servizi segreti italiani (che fanno a Conte) a marzo avvisarono di possibile rivolte, la piazza che Salvini sta cominciando a chiamare sarà un parco giochi in confronto a quello che può succedere. E li Conte e tutta la sinistra ricorderanno i bei tempi quando “quel moderato di Salvini” perché l’altro punto è che dopo Salvini (con i 5stelle che hanno rimangiato anche la loro stessa lingua) c’è solo un proto- Musolini prodotto di una massa incazzata ed affamata.

Ed ecco che Conte rischia di essere il nuovo Luigi Facta nel 2022.

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