La politica uccisa da un Capo di Governo e la Religione ricoverata in terapia intensiva grazie al Clero

Di Manuel Berardinucci

Il virus cinese che sta destabilizzando le vite di tutto il globo,  in Italia ha portato ad uno Stadio evolutivo della Secolarizzazione, potremmo dire un Secolarismo 3.0. Se con lo Stato moderno  si era predisposto il primato della politica su Dio, il coronavirus ha stabilito il primato della scienza sulla politica e di conseguenza un’ulteriore degradazione del senso del Divino nella scala gerarchica del Paese. E le colpe sono da ricercarsi essenzialmente in Giuseppe Conte e nella Conferenza Episcopale Italiana. Al Compagno Giuseppi di politico è rimasto solo il modo autoritario di porsi, la tendenza autocelebrativa, la nebulosità delle dichiarazioni e la manipolazione della verità. Per il resto egli si sta comportando come mero esecutore dell’ormai famigerato Comitato Tecnico-Scientifico. In un sistema funzionante il potere politico si consulta con le varie componenti sociali (il mondo medico in primis, essendo questa un’emergenza sanitaria, ma poi anche col ceto imprenditoriale, con i lavoratori, gli ecclesiastici ecc.) e poi elabora una strategia, dettata da una visione del Mondo, che tenti di contemperare i vari interessi di parte. In quest’occasione dunque si sarebbe dovuta elaborare una strada in grado di proteggere la salute dei cittadini, senza fare carta straccia dei diritti naturali dell’uomo e anche di quelli costituzionali ed  evitando di massacrare l’economia nazionale. Invece il Governo, non solo ci ha privati dei più elementari diritti naturali come mai era accaduto nella storia d’Europa (e di epidemie, anche ben più gravi, ne abbiamo avute) e in maniera più severa che in qualunque altro Paese (se si eccettua la Cina), ma ora inizia a restituirceli in maniera centellinata, lentamente e, aspetto più grave, sotto forma di gentili concessioni. 

Per intenderci, il rinnovato diritto di celebrazione e partecipazione ad un rito funebre, non è un favore accordatoci dal Caro Leader Giuseppi, benché ce lo vogliano spacciare per tale. È invece la restituzione di un furto, quello della libertà di ognuno di salutare con dignità e sacralità un proprio caro.

Senza considerare la morte decretata per legge di alcune attività costrette ad attendere un altro mese per poter riprendere a vivere. Mi spiace signori, ma molte di quelle imprese non riapriranno mai più.

Tutto ciò in nome dell’unica Reginetta della Serata: la Scienza. Moriremo di fame e senza l’ultima confessione, ma liberi dal Covid19.

Coloro che si oppongono al sequestro domestico non sono compartecipanti della dialettica democratica, ma nemici della Patria: “chi ama l’Italia oggi mantiene le distanze” ingiunge il Premier, quasi ad escludere dalla Comunità Nazionale coloro i quali non riconoscono in questa lettura.

E poi c’è la Chiesa Cattolica, la quale ha commesso una serie quasi inenarrabile di errori che tenterò quì di riassumere. Si è resa, in maniera del tutto volontaria, un orpello di cui sbarazzarsi alla bisogna, totalmente legato alle contingenze terrene e senza alcuna capacità di elevazione spirituale rispetto al Mondo.  Il primo grande sbaglio, del quale tutto il resto è conseguenza, è la considerazione Panteista del creato, che sta terribilmente prendendo piede presso i vertici della Chiesa. Il Mondo considerato non più Creatura anch’esso, ma come Madre Terra. Una emancipazione della Natura rispetto al suo Creatore, Dio. In nome di questa visione il Pontefice e la stragrande maggioranza dei Vescovi, hanno bellamente evitato di fornire qualunque spiegazione teologica legata all’epidemia, come invece la Chiesa ha sempre fatto nel corso della Storia. Può per un cattolico essere frutto del puro caso una pandemia globale? La risposta a questa domanda non può certamente essere fornita dai modernisti, poiché sarebbero poi costretti a prendere in Considerazione l’idea di una Punizione divina e con essa a riconoscere i Mali che affliggono il nostro Tempo (mali che, spiace dirlo, sono spesso appoggiati dal modernismo cattolico stesso). Oggettivamente però l’utilizzo del termine “punizione divina” sulla bocca di Bergoglio spaventa, poiché egli sarebbe stato capace, innanzi ad una società in cui l’ateismo pratico galoppa, di indicare il Sovranismo come massima colpa da espiare.

Conseguentemente ad una visione del mondo, praticamente atea da parte dei vertici ecclesiastici, è quasi normale che si ritenga la Santa Messa superflua. Se tutto quel che accade è solo frutto del caso, la massima protezione è chiudermi in casa, non pregare Dio e ricevere l’Eucarestia. E così per la prima volta nella Storia d’Europa, è avvenuto ciò che non avvenne durante le ripetute pestilenze medievali e le numerose guerre: la CEI sospende il culto pubblico, prima ancora che una misura del genere fosse richiesta dall’Esecutivo. Non si è neanche ipotizzato il mantenimento delle messe, aumentandone il numero per diluire i fedeli, sanificando gli spazi, imponendo distanze di sicurezza.. nulla di nulla, Dio in quarantena. Nel momento di maggiore fame spirituale e necessità di speranza, la Chiesa abbandona i propri Figli per conformità alle norme di sicurezza. Il clero è riuscito in quel che gli anticlericali non erano mai riusciti a fare: ridurre il Cattolicesimo a culto domestico e privato. Come scriveva Dàvila:” “Gli stupidi un tempo attaccavano la Chiesa, ora la riformano”.

Con l’annuncio della Fase 2 però, la Conferenza Episcopale Italiana si è ridestata, probabilmente non per convinzioni teologiche e spirituali, ma spinta dal grido di dolore di numerosi sacerdoti e fedeli. Signori, purtroppo la saggezza popolare non è mai insensata, se qualcuno coniò il proverbio “chi pecora si fa, il lupo se lo mangia” un motivo v’era e voi lo state capendo ora, ma il prezzo lo paghiamo tutti. I Vescovi italiani nel corso della fase 1 hanno praticamente dichiarato che sospendere il culto pubblico non è così grave e che, in situazioni emergenziali vi si può rinunciare senza eccessive remore. Una volta stabilito questo principio, è difficile porre un limite alla sua accettabilità. Avete deciso che la Scienza veniva prima di Cristo? Ora aspetterete il beneplacito della Scienza per tornare a servire Cristo. Se l’accaduto non colpisse anche i tanti che, come me, non hanno mai accettato la sospensione del culto, avrebbe quasi il sapore di una malsana giustizia. In ogni caso, benché veda della palese schizofrenia nell’atteggiamento della CEI,  non posso non sperare che riesca nel tardivo proposito.

La politica uccisa da un Capo di Governo e la Religione ricoverata in terapia intensiva grazie al Clero.

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