La Notte di Valpurga: un’antichissima celebrazione Europea

Di Franz Camillo Bertagnolli Ravazzi

Questa antica celebrazione è tipica dell’Europa settentrionale ed è praticata prevalentemente dalle popolazioni di origine germanica, da qui il nome Walpurgisnacht che deriva da Valpurga di Heidenheim, una Monaca Bavarese vissuta durante l’ottavo secolo e canonizzata dalla Chiesa Cattolica. Questo evento si teneva nella notte tra il 30 aprile ed il 1°maggio. La festa era caratterizzata da canti, balli, feste e falò, ma in base ai vari luoghi, la tradizione cambiava di significato.

La nascita della tradizione si perde nella notte dei tempi, è frutto dalla fusione tra i riti propiziatori stagionali germanici e le tradizioni celtiche. I primi festeggiavano il culto di Ostara (sabba dedicato all’equinozio di primavera), i secondi invece celebravano il Beltane (dal gaelico fuoco luminoso). Ben presto quest’usanza si diffuse anche nel resto dell’Europa, ad esempio nelle zone meridionali, come l’Italia, si cominciò a festeggiare il “Calendimaggio”.

Alcuni tradizioni tedesche risalenti al IV e V secolo, narrano di come alcune strane figure uscivano dai loro rifugi per danzare e cantare, successivamente tali figure vennero considerate streghe.

Le tradizioni germaniche e celtiche assieme alle numerose varianti europee, vennero sovrapposte e sostituite attorno all’11esimo secolo dalla ricorrenza cattolica dedicata a Santa Valpurga, che ottenne il soprannome di “notte di Valpurga”.

Questa festa con il passare del tempo divenne parte integrante della mitologia norrena, infatti ancora oggi viene celebrata con particolare enfasi dalla popolazione svedese.

Nella festa di Valpurga si aprivano le porte degli inferi, ma non per permettere un’invasione demoniaca come nell’iconografia moderna. Le porte degli inferi si aprono per permettere una catabasi, una discesa necessaria per prepararsi alla risalita che porta alla luce solstiziale. È un tema ricorrente in tutte le tradizioni europee. Persefone scende nel regno degli inferi per congiungersi con Ade per poi tornare, proprio in primavera, nel mondo della superficie per ricongiungersi con la madre Demetra. Dante scende nei gironi infernali proprio nel giorno di Pasqua, quindi in piena primavera, prima di risalire verso i sette cieli che portano alla visione mistica di Dio. La stessa Pasqua cristiana, la cui simbologia dell’uovo e della lepre è presa a prestito dal paganesimo germanico – il nome della Pasqua in Germania, Ostern, da cui la Easter inglese, deriva dalla dea Ostara che presiedeva alla rinascita primaverile e aveva come animale simbolo una lepre che depone l’uovo – oltre a capitare in primavera vede nel mito la discesa del Cristo negli inferi prima dell’ascensione. 
Questo scavare in profondità, questo discendere nel sottosuolo e negli inferi aveva molteplici aspetti e significati, tra loro del tutto complementari.

Aveva tanto un valore misterico, di discesa interiore nella propria parte oscura e inferiore per affrontare i propri demoni, le proprie passioni, gli ostacoli e le barriere che impediscono l’elevarsi, quanto un valore cosmico di discesa della potenza fecondatrice che solo nel sottosuolo può attecchire e germogliare per poi irrompere in superficie come nuova vita. Ma anche un conoscere le potenze ctonie che non sono “malvagie” come vorrebbero far intendere certe visioni dualistiche ma che sono semplicemente potenze, certamente pericolose perché travolgenti e in quanto sotterranee tendono a legare e trascinare verso il basso ma che se dominate e rettificate sono non solo utili ma necessarie per la ri-nascita e per la generazione. Si pensi anche al mito mitraico della tauroctonia dove Mithra, proprio nell’equinozio di primavera, riesce a dominare il Toro che rappresenta la forza travolgente e irrompente delle potenze telluriche e ctonie e grazie al suo sangue, al suo sacrificio, fa sgorgare la nuova vita – il sangue che si trasforma in spighe di grano – o causa addirittura una cosmogonia – l’universo che si genera dal sangue del Toro sacrificato.

Il Primo di Maggio, ovvero il Mayday o Calendimaggio che porta echi della festa celtica di Beltane, e che non a caso trova un formidabile equivalente romano nelle feste di Flora, è di contro a Valpurga il trionfo delle forze della natura e della fertilità. È la fisica manifestazione della Rinascita. Ebbene possiamo considerare il passaggio da Valpurga a Calendimaggio un unico momento dove ad una notte in cui a forze potenti e antiche in sotterraneo subbuglio si manifesta il messaggio di luce e dall’unione numinosa di Maschio e Femmina, di Cielo e Terra, dal necessario incontro del principio Celeste con le profondità della Terra che avviene il miracolo della fecondazione e si rigenera il Ciclo e Vita furoreggia nel rigoglio della Primavera. 


Fonti 

https://www.ilprimatonazionale.it/approfondimenti/valpurga-porte-inferi-44264/

http://www.centrostudilaruna.it/la-notte-di-valpurga

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