La sinistra deride i lavoratori

di Andriy Galtieri.

Alla sinistra non piace più chi lavora, non piacciono più quelli delle classi medio-basse e basse, quelli che non hanno potuto studiare, quelli che devono lavorare e che come unico pensiero fisso hanno quello di portarsi il pane in tavola.

Così, tra una pista ciclabile e l’altra il PD, ma non solo: tutta l’area che una volta – prima della fine della storia, per dirla con Fukuyama – si sarebbe detta di sinistra e/o comunista e radicale, quelli che adesso vengono chiamati radical-chic, schifano, scherniscono il loro vecchio elettorato, che, spinto dalla necessità di policy più vicine alle loro istanze – lavoro sicuro, tutela del prodotto italiano, sicurezza per le strade, nei quartieri e nelle città – si sono spostati in massa verso i partiti ed i movimenti cd. sovranisti e populisti.

Questa è la massima colpa dei lavoratori, aver cercato qualcuno che li difendesse veramente, non votando più per quelli che pensano ad istituire matrimoni tra omosessuali o regolarizzare i clandestini.

Questi ultimi sono proprio il bersaglio primario dei lavoratori ma perché svaluta il costo del lavoro, non in quanto tali perché all’operaio medio che Tizio abbia i documenti in regola quando gira per strada non importa granché. Così facendo va ad aumentare l’offerta di manodopera e, conseguentemente, una diminuzione del costo del lavoro, tradotto, guadagno per l’imprenditore ed una perdita per il lavoratore. Ma questo, quella che chiameremmo sinistra non lo vuole capire e continua a difendere “il migrante” al posto del lavoratore, in quanto questo ne ha preso il posto sia a livello ideologico sia a livello professionale-lavorativo.

Quindi succede che a Milano Giuseppe Sala si permetta di ingombrare Corso Venezia con le inutili ciclabili, intervallate da binari del tram e da furgoncini che devono lavorare, sì, perché essendo Corso Venezia una delle arterie principali della città meneghina e portando verso il centro si infittisce la rete stradale verso il centro storico già angusto al semplice traffico stradale/lavorativo, si pensi ad esempio ai corrieri che devono rifornire le boutiques in cui gli stessi radical-chic vanno a farsi belli (ma rimangono sempre con la stessa puzza sotto al naso).

Succede che a Rho, appena fuori Milano, il capo dei giovani del Partito Democratico del Comune, dica – tramite post su Facebook – ai commercianti di non dispiacersi eccessivamente per gli incassi mancati, per il fermo totale da COVID-19, perché avrebbero potuto pensarci prima di evadere il fisco. Come le due cose siano collegate e collegabili è un mistero, ma quel che dispiace è il fatto che non conti più nulla chi lavora, chi fatica e produce.

Succede che Teresa Bellanova, Ministro per le politiche agricole alimentari e forestali, richieda – pena le gravissime ed integerrime dimissioni – la regolarizzazione di 600.000 presunti individui di nazionalità straniera presenti illegalmente su tutto il territorio nazionale che – stando alle dichiarazioni del Ministro – svolgerebbero mansioni di mezzadria nel settore agricolo, di accudimento degli anziani, ruoli che secondo la narrazione della gauche caviar “gli italiani non sarebbero più disposti a svolgere”, a 2,50 euro all’ora aggiungiamo noi, però, perché ricollegandoci a quanto detto prima alla sinistra, Bellanova, Sala, la sinistra democratica, liberale, antifascista, antirazzista, antiqua e antilà i migranti sono la risposta a “chi raccoglierà i nostri pomodori?”.

Gli stranieri visti come i nuovi schiavi dalla sinistra trafficante di esseri umani del Mediterraneo che incentiva la migrazione, per poi sfruttarli nei campi e nelle cooperative, i centri di accoglienza visti come fonte di affare – a detta di Buzzi, reo confesso tangentista del PD e primula rossa del processo “Mafia Capitale” “Gli immigrati ci rendono più della droga”.

In un futuro molto prossimo gli stranieri non solo diventeranno i nuovi lavoratori, ma diventeranno – come detto dall’ex Presidente della Camera Boldrini – “i nuovi italiani”, con il ius soli, ma in realtà sapremo che lo diventeranno per essere il nuovo bacino elettorale della sinistra internazionalista e globalista, dato che i “true italians” – parafrasando la celeberrima espressione di Trump – non ci pensano nemmeno di votarli.

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