La libertà di espressione vale solo per la sinistra

di Francesco Di Palma


Silvia Romano è stata liberata. La volontaria italiana, rapita 18 mesi fa in un villaggio del Kenya, ha fatto ritorno in Patria in questi giorni. Pare che la giovane, durante i mesi di prigionia, abbia scelto di abbracciare la fede islamica. Bene. Non mi importa. Anzi sono contento per lei. Credo che ognuno debba essere libero di professare la fede religiosa che più gli aggrada, come credo che ognuno debba sentirsi libero di professare il proprio orientamento sessuale.

Ma proprio come la cooperante è libera di pensare quello che vuole, come ognuno è libero di gridare al mondo se sia etero o gay, francamente credo che, allo stesso modo, Alessandro Sallusti sia libero di affermare:  “Silvia è tornata, bene ma è stato come vedere tornare un prigioniero dei campi di concentramento orgogliosamente vestito nazista”. Oppure credo sia libero, meravigliosamente e straordinariamente libero come è, anche talvolta licenzioso, senza freni Vittorio Sgarbi quando afferma “Silvia Romano è il concorso esterno in terrorismo”.
E ancora, per finirla, reputo debbano sentirsi liberi tutti coloro che lecitamente chiedono e si chiedono- da contribuenti- quanto sia stato pagato per il riscatto e a chi e perché la ragazza avesse un velo. Come Silvia, per un dono fattole non dall’ uomo ma dalla natura, è libera di pregare Allah o Cristo sono parimenti liberi, per natura, anche coloro che non gioiscono affatto per questa liberazione. Queste opinioni possono essere condivise o meno, possono piacerci o meno, ma sono pur sempre opinioni, altrui idee ed in quanto tali vanno rispettate. Non sono mai empie, becere, volgari o ignoranti.

Sono quanto di più bello l’intelletto umano possa concepire. Chi ci assicura che le nostre opinioni siano veramente infallibili e quelle degli altri da relegare o da denigrare? Cosa direbbe, a tal proposito, un classico del pensiero liberale, John Stuart Mill? Le parole che , in questi giorni, più che farmi arrabbiare, m’ hanno fatto preoccupare sono quelle di un certo giornalista Andrea Scanzi che in un post scrive , “uno dei motivi per cui sono contento di non essere nato di destra è che, quando liberano una persona dopo anni di calvario e prigionia, non do il peggio di me stesso con pensieri osceni tipo “ se l’ era cercata” o “ chissà quanto hanno pagato di riscatto” – e continua – su questa destra fatta quasi sempre di sterco, rabbia a caso ed ignoranza, ci scatarro su”. No, caro Scanzi , così non va! Lo scatarro esprime disgusto, schifo. E sulle idee diverse, divergenti dalle nostre non si sputa né tantomeno le si chiama ignoranti. Sapete perché mi fanno paura queste parole? Perché rivelano quanto la sinistra salottiera, radical chic, quella dei benpensanti voglia soggiogare e piegare tutti al proprio pensiero. Non c’è spazio per gli altri. E quel che, oltre a farmi paura, mi fa al contempo ridere (ma di un riso amaro) è che la stessa sinistra il 25 aprile, in pugno la bandiera dell’ Italia, scende in strada per inneggiare ai partigiani e per festeggiare la Liberazione. Ben venga. Ci siamo liberati da una infame dittatura e bisogna festeggiare. E’ giusto. Ma non ci siamo mai liberati dalla loro dittatura, dalla dittatura ugualmente atroce e peggiore perché dura da settanta anni del pensiero unico, del “se non sei dei nostri, sei fascista e non ti puoi esprimere”. Come accadde con il PCI che, nel dopoguerra, considerava fascista De Gasperi. De Gasperi! La sinistra incarna la apoteosi della ipocrisia. Vuole celebrare la Libertà ma, in realtà, non intende altro che ridurre tutti al silenzio!

Share This:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *