Macché “buona destra”: questi sono centristi radical chic.

di Manuel Di Pasquale.

Da qualche mese, in alcuni ambienti benpensanti, ha fatto largo il nome di Filippo Rossi.

Ex consigliere di Gianfranco Fini, ideatore e direttore del festival e della rivista Kaffeina, ha avuto il suo momento di celebrità attaccando Salvini e la Meloni per schierarsi con le sardine, dicendo che “la sua destra non è quella che odia” e che i due leader prima citati dovrebbero sparire.

Partiamo da un presupposto: che contributo ha dato Rossi alla destra? Sentire che è stato consigliere di Fini fa intendere che abbia aiutato Alleanza Nazionale a raggiungere quei numeri che tutti conosciamo: un partito di nicchia che supera a mani basse la doppia cifra.

Invece, no: Filippo Rossi è stato accanto a Fini nel periodo di FLI. Esattamente: la sua “Buona destra”, in realtà, non si riscontra da nessuna parte. Anzi, possiamo parlare di “Cattivo centro”. Dopo essere uscito dal PDL, Fini fondò Futuro e Libertà per l’Italia. Il partito, a differenza di AN, ottenne percentuali irrisorie.

Difatti, possiamo parlare di record: non solo di voti, ma di trasformismo. Nel 2013 FLI prese addirittura lo 0,5%. Percentuale shock, già se si pensa che il minimo di AN fu raggiunto con l’Elefantino, la lista congiunta di AN con il Patto Segni alle europee del 1999, ma in quel caso si attestò al 10%. Per i più attenti, però, la cosa non finisce qui: FLI, nel 2013 era alleata di Monti, e forse è anche peggio delle cifre marginali.

Tutto questo felicemente spalleggiato dal buon Rossi. Che cosa divertente: quella “buona destra” che da Almirante si trovò ad essere la stampella di chi fu messo lì per imporre la troika.

Analizziamo però in cosa consisterebbe questa “buona destra”: elevazione dello spirito? Riferimento a qualche grande pensatore del passato? Nietzsche? Evola? Niente di tutto questo. A parte qualche commentatore di sinistra che ricorda che Rossi è di destra, non vi è traccia di un singolo discorso di destra, e non parliamo del “sovranismo” tanto odiato. Questo è il lascito dei “finiani”: un continuo cambiare pagina senza scrivere nulla.

Qualcuno, anche senza simpatie per il duo Salvini-Meloni, ha fatto notare che Rossi sembra voler indirizzare alcuni elettori dubbiosi verso partiti centristi come quello di Renzi. Ipotesi giusta? Sembrerebbe di sì, tant’è che lui stesso lo ha dichiarato.

A parte il “non odiare”, questa “buona destra” non ha proposto nulla di concreto. Anzi, sembra porsi in quella maniera radical chic altezzosa che vuole essere autoreferenziale, tendente a squalificare eventuali rivali.

Del resto, il tutto si riassume con un post recente di Rossi sulla liberazione di Silvia Romano: nella foga di fare un post smielato sulla liberazione della ragazza, invece che condividere una foto di quest’ultima, ha pubblicato una foto di Mia Khalifa, nota porno attrice.

Che sia in cerca di un posto al sole? Occhio a scivolare in personaggi così ambigui.

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