L’importanza di essere Moriarty

Di Francesco Di Ciano

“In un mondo in cui le nozioni di bene e male vengono sovvertite, non puoi permetterti di essere l’eroe. Sii piuttosto, fino in fondo, il nemico di quel mondo”

Questo il messaggio che anni fa un amico scrittore australiano volle porre -con non poco coraggio bisogna ammetterlo- in apertura di un suo manoscritto, chiedendomi poi cosa pensassi della cruda analisi del mondo moderno che aveva delineato e che, diciamocelo chiaramente, aveva perfettamente condensato in quella frase d’apertura.
E’ un po la prima citazione che torna nella mia mente ogni qual volta noto in politici, intellettuali, giornalisti (ma anche in persone degne di rispetto) che amano definirsi politicamente prossimi alla Destra, pur nelle sue tante sfumature, una sindrome tuttora colpevolmente priva di un’accattivante nome esotico.
Tale peculiare ma diffusissima sindrome si osserva laddove nel bel mezzo di una ben confezionata shitstorm mediatica il nostro tenta disperatamente, con artifizi retorici e espressioni facciali degne di un piece teatrale, di salvaguardare la sua -presunta- rispettabilità e presentabilità sociale; sia mai rischi che non gli venga chiesto un altro editoriale o un’altra intervista sul giornale/programma della “gente che piace”.


Non faccio poi fatica a immaginare che abbiate assistito ad almeno un’espressione di tale sindrome anche solo nell’ultima settimana, parliamo pur sempre del mestiere più antico del mondo signori, ha semplicemente trovato forme espressive piu creative nella fetida era delle liberaldemocrazie. Capiamoli, bisogna pur portare a casa la pagnotta.
Tuttavia sarebbe ingeneroso, quanto inutile, sprecar tempo e parole per sottolineare quello che è già sotto gli occhi di tutti; è difatti altro quello che vorrei proporre alla vostra attenzione: siete voi. Guardatevi ora allo specchio, rispolverate gli archivi della vostra memoria, aprite cassetti recenti o risalite ad altri del vostro passato e chiedetevi: ho davvero qualcosa di diverso da quel politico, da quell’intellettuale, da quel giornalista? Voglio davvero ESSERE diverso da quella meretrice del pubblico consenso?
È questa la vera maledizione di chi di noi in questo tempo infame intuisce (rubando una immaginifica espressione al lungometraggio nipponico “Jin-Roh”) di “non esser un uomo travestito da cane, ma un lupo travestito da uomo”. Eppure, fin troppo spesso, manca di quegli strumenti intellettuali e spirituali che gli permettano di affinare tale intuizione, sottraendosi a tale natura e piegandosi alla triste e grigia tentazione di voler essere accettato dai turiferari del conformismo, di conformarsi a sua volta -fosse anche solo in qualcosa- ai diktat degenerati della “gente-che-piace-alla-gente-che-piace”. Insomma di diventare, da lupo che era, il patetico e inoffensivo carlino del progressismo.
Ecco dunque la soluzione che si palesa nella citazione che ho voluto riportare in apertura, ecco dunque la necessità che -evocando lo Sherlock Holmes di A. C. Doyle- in un mondo moderno di banali e ottusi Mr. Watson del politically correct, qualcuno trovi in sè il coraggio e la libertà necessaria ad essere il geniale quanto malvagio professor Moriarty.


Non tentate di circostanziare i vostri pensieri e le vostre azioni quando vengono poste innanzi al Tribunale del Progressismo! Non addolcite ciò che siete e ciò che pensate per farvi concedere patetiche patenti di presentabilità sociale!
Siate i mostri che fanno sudare freddo l’editorialista di Repubblica, siate gli intransigenti che riempiono le colonne del Fatto, siate i non-umani che vengon dipinti ogni qual volta una prostituta-del-pensiero liberal apre bocca. Perchè solo cosi vi renderete conto che, con chi vive di complessi sociali e di relativismo amorale, non l’avrete mai vinta giocando sul loro viscido piano; perchè solo cosi vi renderete conto che malgrado i tanti belati è sufficiente la comparsa di un lupo per far fuggire via un gregge in preda al più istintivo panico.
Il panico che atterrisce chi non crede in nulla al palesarsi di chi invece ha una intera civiltà nel suo cuore, ed ha trovato le zanne per difenderla.

Share This:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *