È troppo chiedere competenza?

di Manuel Di Pasquale.

Questi mesi e questa emergenza hanno scoperchiato un vaso di Pandora che purtroppo era facile prevedere.

In quest’epoca assistiamo al trionfo del nulla: non perché emergano incompetenti e raccomandati, ma perché non ci sono alternative. Un grigiume perpetuo che ha centrato l’obiettivo di appiattimento avviato negli ultimi decenni. Una livella perfetta verso il basso.

Rimango stupito quando assisto ad uno che dovrebbe essere un uomo di polso e, soprattutto, ferrato in quella branca – visto che per tutta la vita ha studiato quella materia – rispondere con frasi da adolescente in tempesta ormonale, quali “se lei ritiene di poter far meglio, la terrò presente”. Se vedo un palazzo crollare, non è necessario avere una laurea in ingegneria per dire che il costruttore è uno stronzo.

È vero, la situazione è difficile, non esiste bacchetta magica, ma in pochi hanno cercato di limitare i danni. Dire conta più del fare, è appurato. Apparire, stare sulla bocca di tutti è essenziale. Però, chi è attento preferisce che certe cose vengano dette in sedi opportune e in maniera costruttiva e reale, altrimenti sono chiacchiere. Conferenze stampa per ingrandire gli ego, quando quelli che realmente contano attuavano i loro piani senza consultare statisti improvvisati.

Nello stesso modo, però, c’è da tirare le orecchie anche ad amministratori della nostra area, incapaci di tenere i piedi per terra, anch’essi presi dal rilancio delle offerte alla Giorgio Mastrota per guadagnare qualche punto percentuale. Un’indecenza che non conosce colore politico.

Una realtà di infingardi. C’è un detto che dice “uomini forti creano tempi tranquilli, tempi tranquilli creano uomini deboli, uomini deboli creano tempi avversi”. I tempi tranquilli sono sicuramente finiti, quindi sono emersi gli uomini deboli e ci avviamo verso tempi avversi. Però, non ho inserito l’ultima parte del motto, che è “tempi avversi creano uomini forti”. Non deve essere una semplice speranza, ma un augurio e, specialmente, un traguardo: costruire, elaborare, fortificare. Per scongiurare tutto questo squallido teatro a cui abbiamo assistito, dobbiamo prepararci per essere noi gli uomini forti del domani.

Un domani in cui domineranno valori e virtù e quindi non dovremmo semplicemente chiedere competenza in ogni campo: dovremo essere noi i competenti che gireranno a testa alta. Dominare gli eventi, ora più che mai.

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