Ricetta Duda: Tradizione, Famiglia e Libertà

Di Manuel Berardinucci

Il Presidente Polacco uscente Andrzej Duda, che auspicabilmente verrà riconfermato a breve alla guida del suo Paese è, insieme al collega magiaro Orban, l’uomo più odiato dal laicismo progressista liberaldemocratico, dalle femministe, dagli attivisti LGBT e dai modernisti. Ma cosa può aver fatto di tanto lodevole, da meritare l’idiosincrasia delle vestali del Modernismo? Si è erto a baluardo, con ben poca compagnia in Europa, della Famiglia naturale, della Tradizione e della Libertà (nel senso più vero del termine, ovvero come liberazione dalle ideologie che ottenebrano le menti). La sua azione si è concentrata su più ambiti, da quello economico a quello antropologico e culturale. In occasione dell’attuale Campagna elettorale, il candidato di Diritto e Giustizia ha sottoscritto la Carta della Famiglia, ovvero un documento che riconferma le politiche a favore della natalità già precedentemente attuate ed intensifica la lotta alla degenerazione LGBT, già ampiamente combattuta da Duda. Il presidente Polacco ha accostato l’atteggiamento totalitario dell’ideologia omosessualista a quello del comunismo dittatoriale. In Italia, dove rischia di essere approvata la legge Zan, abbiamo ben chiaro a cosa si riferisca, a quale tendenza manichea. La pretesa, in effetti, non diverge da quella comunista: in entrambi i casi si vuole sradicare il Tradizionale e Naturale modello sociale, per sostituirlo con un sistema artefatto ed ideologizzato, con pochi riscontri nella Realtà. Una volontà onnipervasiva che mira, innanzitutto, alle scuole, ove le menti dei più piccoli sono particolarmente malleabili e facili ad essere manipolate attraverso le famigerate lezioni di “educazione sessuale”, spesso veicolo di messaggi relativisti sull’origine del proprio genere e della propria sessualità. Per questo motivo il governo Conservatore ha posto fine a tale indottrinamento, riconsegnando alle famiglie l’autonomia di insegnamento su tali controverse materie. Un altro efficace metodo di contrasto, da parte di Duda, a chi vorrebbe imporre il proprio modello di società è l’istituzione delle “Strefa wolna od lgbt” (zone libere dall’LGBT): aree del Paese in cui alle associazioni afferenti al mondo Arcobaleno non è concesso partecipare a progetti, bandi di concorso, conferenze ecc.

Ma il sostegno alla Famiglia, in Polonia, si traduce anche in aiuti concreti da parte dell’esecutivo, come il programma Famiglia500+. Con questo piano il governo polacco ha erogato sussidi di 500 zloty (130 Euro circa) per ogni figlio a partire dal secondogenito, comprendendo anche il primogenito nel caso in cui questo fosse disabile o il reddito famigliare fosse particolarmente basso (800 zloty). Le politiche famigliari, unite ad una detassazione dell’imprenditoria locale e nazionale, unitamente ad una applicazione di maggiori prelievi su fondi bancari e aziende straniere, hanno giovato alla demografia polacca e in generale a tutta la sua economia. Dal 2015, quando i Conservatori sono saliti al governo della Nazione, i nuovi nati sono cresciuti di anno in anno, aumentando di volta in volta il trend, con un tasso di fertilità salito da 1,31 a 1,36 e in continua ascesa.

Il Presidente Duda ha anche fatto discutere per il suo netto rifiuto di collaborare con una qualsivoglia forma di redistribuzione degli immigrati all’interno dell’Unione Europea. Scelta saggia e a tutela dell’interesse nazionale polacco ma non solo. La giusta linea della Polonia dovrebbe essere recepita dall’intera comunità europea: non redistribuzioni per diluire il problema senza fermarlo, ma affrontarlo con senso pragmatico per evitare direttamente gli sbarchi.

Insomma un vero Mostro agli occhi di qualunque liberalprogressista e dunque, foss’anche solo per questo, un Eroe per noialtri.

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