The Blues Brothers, icona degli anni ’80

di Riccardo Pirovano

John Belushi e Dan Aykroyd si cimentano in smoking e occhiali da sole nell’interpretazione magistrale di questo rinomato cultdel cinema, uscito nel 1980 per la regia di John Landis. Tanto di cappello per entrambi – letteralmente e metaforicamente, essendo i cappelli parte del loro outfit ormai famoso in tutto il mondo. «Siamo in missione per conto di Dio», dicevano, «dobbiamo salvare l’orfanotrofio!». Grande contrasto tra personalità apparente e sentimenti profondi dei personaggi. Come si fa ad essere così tosti, al limite della delinquenza, e così dolci? Uno degli elementi cardine, in senso astratto, di tutto il film, è questo. La musica contribuisce attivamente agli sviluppi della storia, fornendo agli spettatori il mood ideale per seguirla, comprenderla ed esserne permeati. In effetti, già nel 1978, John Belushi e Dan Aykroyd avevano fondato The Blues Brothers, banda musicale che riscuoteva grande successo. Proprio sull’onda di tale popolarità, John e Dan, che si è poi occupato di scrivere la sceneggiatura del film, hanno elaborato l’idea della trasposizione cinematografica del loro percorso musicale. La storia della band prende una forma narrativa stupefacente, carica non solo di colpi di scena e di ironia, ma anche di grande tenerezza. La vera protagonista, comunque, resta la musica. A questo proposito, è opportuno ricordare la presenza di pezzi grossi del mondo musicale, in qualità di attori: Aretha Franklin, James Brown, Ray Charles e tanti altri – sensazionali nelle loro parti, diversissime tra loro. Se il contrasto tra intenti e caratteristiche dei due fratelli è percepibile durante gli sviluppi della storia, i contrasti tra i brani musicali che costellano il film non lo sono: l’intera colonna sonora è un capolavoro di vivacità e ritmo, passione e armonia. Pulsa.

Sembra servo di essa, il film; i personaggi sono come globuli rossi: entità singole in balia di un flusso vitale, che le anima e fornisce loro il contesto per esprimersi. John e Dan, nel film Jake ed Elwood, si ritrovano ad essere i globuli rossi del blues [curioso gioco di parole: rosso e blu(es), arterie e vene…]! E l’esperienza di visione, ascolto, più generalmente percezione, del film, ci rende parte del gruppo, parte del flusso. Niente approfondimenti per quanto riguarda gli intrighi della trama; potrebbero togliere il piacere dell’esperienza a coloro i quali non l’avessero ancora visto.

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