Nasce Il Maccabeo, il riferimento per i reazionari [INTERVISTA]

di Vanessa Combattelli

Gentili lettori e gentili lettrici, oggi vi presentiamo attraverso quest’intervista un nuovo progetto culturale la cui iniziativa proviene da un nostro caro collaboratore e da suoi preparatissimi soci.
Stiamo parlano de Il Maccabeo, blog che nasce come volontà di riscoprire, valorizzare e diffondere il pensiero reazionario e contro-rivoluzionario cattolico.
Conosciamoli meglio!

Il logo del blog

V: Iniziamo con le presentazioni: chi c’è dietro questo progetto?

Desideriamo innanzitutto ringraziare gli amici (di lungo corso) di Giovani a Destra per aver voluto ospitare sul loro frequentatissimo blog il “varo” del nostro piccolo ma agguerrito vascello corsaro.
Iniziamo nel miglior modo, ovvero mandando a quel paese il politicamente corretto e dichiarandoci spudoratamente etero, bianchi e cattolici!
Siamo infatti tre ragazzi (Francesco, Manuel e Giulio) provenienti dalle città di Pescara e Bologna, accomunati da una stessa militanza politica e -soprattutto- da una comune militanza nel Tradizionalismo Cattolico. Elemento quest’ultimo che ci ha portato a voler approfondire filosofi e personaggi legati al pensiero Reazionario.

Qual è l’obiettivo che avete in piano di raggiungere con Il Maccabeo? Cosa vorreste comunicare ai vostri futuri lettori?

Il progetto de Il Maccabeo nasce in realtà già un anno fa in una chiacchierata tra di noi, in cui confrontandoci su temi attinenti il mondo politico e intellettuale controrivoluzionario abbiamo constatato l’assenza, sulla blogosfera italiana, di un contenitore che promuovesse e approfondisse tutta quella serie di autori che, pur conservando un ruolo di rilievo nell’ambito della storia del pensiero politico, sono tuttavia misconosciuti e fraintesi finanche nell’area politica conservatrice (che pure attinge inconsapevolmente a diversi elementi sviluppati da tali pensatori).
L’obiettivo “basico” che ci siamo dunque proposti è quello di essere una “vetrina” per tali pensatori ed offrire, nel nostro piccolo, anche un contributo personale di riflessione e rielaborazione di tale “patrimonio” filosofico sui grandi temi del nostro secolo (rifuggendo tuttavia l’attualità nella sua dimensione più gretta). L’obiettivo di lungo termine è invece quello di riunire anime affini in un Sodalizio tanto intellettuale quanto militante, sotto le insegne della Reazione agli errori del mondo moderno.

Da dove viene il nome? Piccola curiosità per chi ci legge

Il nome ça va san dire è stato tratto dal testo più importante per chiunque abbracci la nostra visione del mondo (azzarderemmo il testo più grandioso della storia umana). E’ infatti il titolo di ben due libri contenuti nella Bibbia -precisamente a concludere l’Antico Testamento – e narranti quella che scherzosamente abbiamo definito una versione ebraica del noto film “Braveheart”. I Maccabei erano infatti membri di una famiglia che iniziò, e portò avanti a costo di immani sacrifici, una lotta controrivoluzionaria per mantenere l’identità religiosa e politica del popolo dell’Antica Alleanza contro l’oppressione “globalista” ellenica.

Quanto è importante essere reazionari oggi? Possiamo dire che essere conservatori non basti?

Partiamo proprio da quest’ultima parte della tua domanda perché è effettivamente cruciale per comprendere la nostra “scelta di campo”. Confrontandoci più e più volte tra di noi negli scorsi anni abbiamo, con sempre maggiore convinzione, constatato come soprattutto negli ultimi decenni sia divenuta lapalissiana l’insufficienza della risposta conservatrice al dilagante progressismo -tanto politico quanto religioso- che ha contaminato al pari di una cancrena la millenaria civiltà cristiana europea.
E’ evidenza storica il fatto che i conservatori abbiano perduto tutte le grandi battaglie in difesa di questa civiltà, poiché incapaci di individuare le cause originarie di tale degenerazione, risalenti al “peccato originale” illuminista e rivoluzionario, che non a caso accomuna da più di due secoli liberali e socialisti (con le varie ramificazioni politiche da essi prodotte).

Sfatiamo alcuni miti: tante volte, anche a causa di una retorica melensa, si tende a giudicare chi occupa la vostra area politica con i peggiori pregiudizi possibili. Se doveste mettere in chiaro delle cose a chi vi legge, cosa vi piacerebbe precisare?

Chiariamo innanzitutto che non è necessario indossare un monocolo e le ghette per divenire controrivoluzionari! Facezie a parte riteniamo illuminante la celebre citazione di Nicolas Gomez Davila: “il Reazionario non è il sognatore nostalgico di passati conclusi, ma il cacciatore di ombre sacre sulle colline eterne”. Questo per chiarire che il nostro sforzo di riscoprire pensatori reazionari di ogni epoca non è volto a cercare di portare indietro le lancette dell’orologio della Storia, bensì a trovare elementi utili per costruire, finanche in questo secolo di tenebre, la nostra parte di quell’Ordine sacro ed eterno, autentica anima di questa civiltà.

V va di darci una vostra opinione sul BLM? Abbiamo visto che soprattutto l’iconoclastia cristiana è stata fortemente attaccata poiché ritenuta offensiva.

Il movimento Black Lives Matter è la plastica rappresentazione di una delle tante piaghe putrescenti scaturite dalla cancrena del degenerato pensiero progressista, capace di avvelenare gli animi e distruggere le società dall’interno. Un esempio lampante è la recente polemica sul “Gesù nero”, polemica demenziale considerando la storia dell’iconografia cristiana che ci ha consegnato nel corso dei millenni opere frutto di una inculturazione funzionale alla diffusione di una Fede che era, è e sarà sempre universale ed eterna.

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