5 buoni motivi per votare NO al Referendum del 20 – 21 settembre

Di Paolo Muttoni

Covid (e Conte) permettendo, il prossimo 20 settembre si voterà per il referendum costituzionale confermativo, avente ad oggetto la riforma del numero dei parlamentari. Nel dettaglio, la riforma prevede un “taglio” di 315 membri delle due aule:

  • la Camera dei deputati passerà dai 630 a 400 membri
  • il Senato della Repubblica passerà da 315 a 200 membri

Ai nastri di partenza pare un referendum scontato, vuoi per la mancanza di campagna elettorale (gioco forza) vuoi perché quasi tutti i partiti sembrino essere orientanti a dare indicazione per un “si” Tuttavia, la democrazia è imprevedibile e nulla è mai scontato, anche in “battaglie perse in partenza” come questa. E poi si sa, le battaglie più difficili sono sempre le migliori.

  • NON CI SARÀ CAMPAGNA ELETTORALE

Sembra una cosa da poco, ma stiamo andando a riformare la costituzione di questo paese, la legge fondamentale che detta le regole di quel gioco chiamato “Democrazia”. E lo stiamo facendo senza creare dibattito nel paese, a causa della pandemia. Per questo motivo sembra un po’ “forzato” far votare un referendum costituzionale in questo periodo, dato che nulla impedisce di rinviarlo sine die per far si che si crei un clima giusti per un dibattito costituzionale serio

  • SI RISPARMIANO BRICIOLE

Grosso modo si calcola che si andrà a risparmiare circa 100 milioni di euro all’anno, mal contanti, un niente rispetto all’abnorme economia di questo paese, basti pensare come questa cifra rappresenti lo 0.005% del nostro debito pubblico. Dei soldi che, secondo il movimento 5 stelle, andrebbero investiti subito per sanità, scuola e istruzione. Ma neanche i banchi con le rotelle, tanto cari all’Azzolina, ci compri con quei soldi.

  • MENO PARLAMENTARI NON SIGNIFICA PIÙ QUALITA E PIÙ VELOCITA

Il problema della classe dirigente in Italia non si risolve tagliando 345 posti nel potere legislativo, visto che, Roma rappresenta solo l’ingranaggio centrale da cui si ramifica l’intero sistema paese. Fatto di Comuni, Regioni, Provincie ed enti locali associativi. Pensare di poter risolvere solo, e sempre, tutto a livello centrale è da burocrati malsani (perfetta rappresentazione dei grillini) che non hanno minima idea di come funzioni la macchina amministrativa sui territori, quella che deve coprire le buche e potare gli alberi (per capirci). La qualità di una classe dirigente la migliori dal basso, partendo dalla formazione politica – amministrativa e scolastica insegnando, nel modo giusto, come si gestisce la cosa pubblica (e privata). inoltre, è una bufalissima (quasi come la mozzarella) l’idea secondo cui meno parlamentari significa meno tempo per approvare le leggi, per un motivo molto semplice. Non si toglie il bicameralismo perfetto.

  • LA RAPPRESENTANZA NON SI TAGLIA SENZA CRITERI

Questo è il punto focale. È una riforma fatta male, di fretta e pasticciata che rischia di lasciare interi territori senza rappresentanza proporzionale (tra maggioranza ed opposizione) o proprio senza rappresentanti. Invece, il ruolo di un parlamentare è proprio quello di andare a rappresentare le istanze del suo territorio nell’organo legislativo. Per questo motivo non stiamo parlando di un taglio fatto con un criterio, si è andati a diminuire il numero di parlamentari tanto per creare due cifre tonde (400 e 200) ma non in ragione di un rapporto tra popolazione e numero di eletti (come era la costituzione del ’48). Vi faccio un esempio, gli Stati Uniti hanno 535 membri del congresso, 435 alla camera e 100 al senato, quindi un numero nettamente inferiore al nostro numero attuale e taglio futuro. Eppure, sono parlamentari di un altro livello politico, con un altissimo peso rappresentativo, una forza che non deriva dalla loro bassa numerosità, ma dal sistema politico/federale in cui sono che vede l’uomo in parlamento come vero e proprio rappresentante di quel territorio (basti pensare come ci siano senatori democratici, in alcune aree del paese, su posizioni più conservatrici di un repubblicano) perché quello è il sistema e cosi un parlamento deve funzionare.

  • NON DOBBIAMO CEDERE AL GRILLISMO

È una questione di ideologia, di principio, di ciò che volete. Ma il movimento 5 stelle sta andando oltre la politica, diventando un modo di vivere. Fondato sull’odio sociale verso il prossimo e verso il “ricco”, verso colui che nella sua vita è riuscito a costruire qualcosa e non vive sulle spalle dello stato. I 5 stelle hanno inquinato la politica italiana come il petrolio inquina il mare.

Buon voto a tutti!

Per maggiori informazioni https://dait.interno.gov.it/elezioni/speciale-referendum#:~:text=Referendum%2020%2D21%20settembre%202020,mediche%20e%20loro%20familiari%20conviventi.

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