Giallo Navalny: il caso che scuote l’Europa

di Michele Orsini


Il 20 agosto Alexey Navalny, attivista russo e maggiore oppositore di Putin, è stato avvelenato mentre tornava in aereo da Tomsk a Mosca.

Immediatamente ricoverato in un ospedale in Siberia, si è ipotizzato subito un avvelenamento. In Germania, dove Navalny è attualmente in cura, l’équipe medica ha confermato tale ipotesi e ha dichiarato che la sostanza utilizzata è un agente nervino simile al Novichock.

Si ritiene che la sostanza tossica sia stata miscelata nel tè che il blogger russo ha bevuto in aereo.
La reazione della NATO all’orrenda scoperta è stata durissima. La Germania ha accusato Putin di avvelenamento, la Francia ha definito l’azione “riprovevole”, il Regno Unito si è dichiarato pronto a collaborare affinché sia fatta giustizia.

La NATO, oltre a dichiararsi “profondamente turbata”, ha chiesto che la Russia fornisca all’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (OPCW) tutti i dettagli circa il progetto Novichok.


Tale arma chimica fu già usata nel tentato omicidio di Sergei Skripal nel 2018 a Salisbury. Fortunatamente l’attentato non riuscì ma coinvolse altre 21 person innocenti tra cui il poliziotto che per primo prestò soccorso all’ex spia russa e a sua figlia.

L’ arma era stata inventata appositamente per colpire gli agenti NATO anche dotati di abiti di protezione chimica e per eludere i protocolli NATO.

Inoltre si può trasportare e immagazzinare in relativa sicurezza.
Quali saranno le ripercussioni di tale riprovevole azione? Forse è ancora presto per dirlo ma già si può prevedere qualche conseguenza come la messa in discussione da parte della Germania della realizzazione del Nord Stream 2. L’oleodotto sarebbe importante per i Russi per aumentare l’esportazione di petrolio verso la Germania.

A favore dello stop ci sono i liberali e i verdi, più divisi i cristiano-democratici e cristianosociali (CDU e CSU) e, infine, contrari anche i socialdemocratici, tuttora ancorati all’Ostpolitik. Queste discordanze possono avere non poche ripercussioni sul Governo.

La Cancelliera, infatti,rimane cauta e cerca di guadagnare tempo per salvare la coalizione di governo.
L’Italia è stata insolitamente tempestiva nel prendere posizione con una nota in linea con i partner europei e la Nato. Anche la UE ha preso posizione chiedendo chiarimenti al Presidente Putin. Più cauta, pur in linea con le posizioni del Segretario Stoltenberg, la posizione americana.

Non resta che vedere come questa situazione evolverà e quali saranno le sue conseguenze geopolitiche. Sicuramente i rapporti tra i paesi europei e la Russia subiranno un congelamento, anche data la situazione in Bielorussia. Sarà da vedere se la Germania fermerà il nuovo oleodotto per contrastare le manie dittatoriali russe o se preferirà continuare la realizzazione dell’opera a costo di perdere l’unico strumento di dissuasione rimasto.

Share This:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *